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Trasporti: al vaglio divisori sui treni e bus e deroghe per il distanziamento sugli scuolabus

11 ago 2020
Un treno regionale
Un treno regionale

Divisori in plexiglass ai lati delle sedute tra i passeggeri sui bus e treni regionali che tornano a pieno carico, turnazioni per gruppi scaglionati di alunni in orari diversi, che in alcuni casi potrebbero anche anticipare l'entrata negli istituti, deroghe per il distanziamento sugli scuolabus per i tragitti fino a un quarto d'ora. In Italia è tutto pronto per il test dei trasporti a settembre, che punta a scongiurare il caos della mobilità in vista del rientro a scuola e della ripresa delle attività, quando altri dieci milioni di persone si rimetteranno in moto tra studenti, professori e famiglie. Regioni, Comuni e governo sono vicini ad una quadra dopo l'incontro tra i governatori, gli enti locali e i ministri di Trasporti, Salute e Affari regionali.

Dal governo è Francesco Boccia ad assicurare con ottimismo che tra un mese il trasporto pubblico locale "tornerà alla fase pre-Covid", pur essendo il virus ancora in circolo. Questo purché ci sia un "coordinamento forte e una collaborazione massima" tra tutti "per evitare ordine sparso". Per il trasporto pubblico locale sono stati messi a disposizione 700 milioni per il 2020.  Il ministro della Salute Roberto Speranza assicura annuncia che si sta lavorando per "trovare un punto di equilibrio tra le valutazioni del Comitato tecnico scientifico e le istanze, anche politiche, di Regioni e Comuni". È per questo che sta per essere redatto un documento condiviso con gli enti locali che sarà sottoposto al Cts.

Pronte ad entrare nella bozza ci sono già diverse novità, come l'installazione di parafiati laterali tra le sedute sui treni regionali e sugli autobus per permettere una deroga, laddove è possibile installarli, ai limiti sul carico di passeggeri sui mezzi del trasporto pubblico locale. In quei casi, la cancellazione del limite sul 50% di persone a bordo potrebbe riportare ad un graduale ritorno alla normalità. Un'alternativa al plexiglass -tra le ipotesi- sarebbe quella di installare dei separatori leggeri come divisori in stoffa o altro materiale. Ma la proposta è in attesa del parere degli scienziati e in particolare dell'Inail, per gli aspetti riguardanti la sicurezza dei passeggeri a bordo.

Il  presidente della conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini assicura che si sta lavorando per trovare una soluzione condivisa entro la prossima settimana. Nei prossimi giorni egioni, Province e Comuni predisporranno un tavolo con il Ministero del'Istruzione dove proporre, per far fronte alle esigenze del Tpl, una modifica dei tempi di entrata nelle scuole nell'arco di fasce orarie comprese tra le 7.30 e le 9.30 per le scuole secondarie (medie e superiori) e - laddove necessario - maggiori linee bus nelle fasce orarie di entrata e uscita dagli istituti, tra le 7.30 e le 9.30 e tra le 13.00 e le 15.00.

Tali misure potrebbero essere accompagnate con la proposta di prevedere una riorganizzazione degli orari delle lezioni: in alcune scuole potrebbero anche essere anticipate alle 8 del mattino. Maggiore flessibilità emerge anche da quanto stilato negli allegati all'ultimo Dpcm firmato dal premier Conte e dedicato esplicitamente alle "linee guida per il trasporto scolastico dedicato": gli scuolabus potranno viaggiare con la capienza massima consentita "nel caso in cui la permanenza degli alunni nel mezzo non sia superiore ai 15 minuti" e "nel caso in cui sia possibile l'allineamento verticale degli alunni su posti singoli e sia escluso il posizionamento cosiddetto faccia a faccia". In tutti gli altri casi, sottolinea il protocollo dovrà essere rispettata la distanza di un metro. Tutti gli studenti, ad eccezione di quelli di età inferiore ai sei anni e a coloro che hanno delle disabilità, dovranno indossare obbligatoriamente la mascherina "al momento della salita sul mezzo".