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Viadotto E45: dal governo "no" allo stato di emergenza nazionale

6 apr 2019
Il viadotto di Puleto, foto ansa
Il viadotto di Puleto, foto ansa

La presidenza del consiglio ha negato la concessione dello stato d'emergenza nazionale per i disagi provocati dalla chiusura del viadotto del Puleto, sulla E45, nell'Aretino. Il viadotto era stato chiuso dalla Procura di Arezzo a metà gennaio scorso per rischio di cedimento, poi parzialmente riaperto.  Al momento nel tratto possono circolare solo mezzi sotto le 3 tonnellate e mezzo, esclusivamente su due corsie, a 50 chilometri orari.

I presidenti di Emilia-Romagna, Toscana e Umbria avevano chiesto lo stato d'emergenza nazionale. Il provvedimento non è stato assunto perché non si sarebbe in presenza di una situazione "imprevista e imponderabile" e perché i problemi sollevati dovrebbero essere risolti "in via ordinaria" dagli enti competenti. Quanto poi all'assistenza alla popolazione, si tratterebbe di attività "limitate" e quindi, anche in questo caso, da attuare "in via ordinaria", così come sulle misure di sostegno alle attività economiche, che "non possono essere ricomprese nelle categorie di intervento" previste nelle norme di riferimento.

Non sono tardate le reazioni. "Dopo due mesi e mezzo dalla chiusura del viadotto - dice il Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini - questa comunicazione rappresenta la prima risposta formale che riceviamo dal Governo e si tratta di un no con motivazioni che appaiono francamente incredibili. Quasi che non fosse successo nulla di grave, tutto normale o quasi, e comunque risolvibile in quattro e quattrotto. E come se quanto hanno vissuto le famiglie e gli studenti, e purtroppo stanno ancora vivendo imprese e lavoratori non fosse degno di attenzione e di nota del Governo. Disagi modesti dunque, a dire del Governo".

Anche il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi interviene, parlando di "amarezza, disappunto e sorpresa". "Non tutti i territori -dichiara assieme all'assessore regionale alle infrastrutture Vincenzo Ceccarelli - sono evidentemente nel cuore e nel portafoglio del Governo."