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La Banca del Titano in Consiglio

26 set 2007
L'aula consiliare
L'aula consiliare
La Banca del Titano potrebbe avere presto un nuovo assetto proprietario. Lo ha comunicato il Segretario di Stato alle Finanze, Stefano Macina, all’aula consiliare con un riferimento specifico. La Banca Centrale – ha fatto sapere – ha una trattativa aperta con un gruppo di imprese estere la cui capofila è quotata in borsa. Verserebbero 15 milioni e 800 mila euro, dei quali 8 milioni a copertura parziale del deficit patrimoniale e i restanti 7 milioni e 8 per la ricostruzione del capitale sociale. Lo stato interverrebbe con 3 milioni e mezzo di euro come credito d’imposta e si accollerebbe 10 milioni e mezzo di euro per arrivare a coprire l’intero disavanzo, che ammonta a 22 milioni. Lo farebbe con un mutuo decennale con la Banca Centrale. Si chiuderebbe in questo modo una vicenda che si trascina da marzo dello scorso anno quando il Congresso di Stato, visto l’esito degli accertamenti ispettivi, aveva disposto il commissariamento della Banca del Titano, posta da quel momento in amministrazione straordinaria. Lunga la ricerca di una soluzione alla crisi, che arriva proprio il giorno prima la scadenza della amministrazione straordinaria.
Una notizia che ha particolarmente interessato l’aula. I Popolari hanno chiesto con un ordine del giorno un dibattito prima di prendere qualunque decisione, da tenere anche in questa sessione. Sollecitazione respinta dall’assemblea. Ancora prematuro – ha detto il capogruppo del PSD, Claudio Felici. Ma ovviamente non poteva che essere la verifica di Governo a segnare le prime fasi del dibattito consiliare. Le opposizioni chiedevano un dibattito ad hoc, un riferimento politico immediato sullo stato di salute della coalizione. E sui risultati della verifica. Richiesta non accolta dall’aula. Nel comma comunicazioni il Segretario di Stato all’Industria, Tito Masi, rispondendo ad un’interpellanza del consigliere di AN, Glauco Sansovini, ha relazionato sull’intesa siglata per la fornitura del gas, sulle visite ufficiali compiute in Libia, sulla possibilità di gestire, insieme ad Hera, la possibile fornitura di gas libico. Nessuna commistione tra politica e affari – ha detto, dicendosi pronto a fornire tutte le indicazioni necessarie in qualunque sede. Ma questa sessione dovrà essere quella della presentazione della legge sul giusto processo, che come noto torna in prima lettura dopo le integrazioni resesi necessarie sul segreto bancario. Popolari, Alleanza Nazionale e Sammarinesi per la libertà chiedevano la temporanea sospensione dell’iter per un ulteriore confronto con forze politiche, banche e ordine degli avvocati e notai. La prima prova post verifica sulla tenuta della maggioranza, che proprio su questo argomento la scorsa sessione ha rischiato la stroncatura. Respinto l’ordine del giorno con 28 voti contrari, 24 quelli a favore. La presentazione della legge è avvenuta poco dopo, conclusa l’illustrazione dell’assestamento di bilancio.