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Cambiano le province e tengono banco le primarie nel Pd e nel Pdl

31 ott 2012
Cambiano le province e tengono banco le primarie nel Pd e nel Pdl
Cambiano le province e tengono banco le primarie nel Pd e nel Pdl
Le province italiane passano da 86 a 51. Mentre alla Camera arriva il via libera alla nuova legge anticorruzione che non piace a Di Pietro, il Consiglio dei ministri vara un riordino che il governo considera “irreversibile” per tagliare i costi della politica e che vede come un tassello importante per il risanamento che non può fermarsi al solo pareggio di bilancio secondo il ministro Grilli, il quale si accinge al confronto parlamentare sugli emendamenti alla legge di stabilità. E se il Pdl è alle prese con il caos delle primarie del centrodestra che Berlusconi sostanzialmente snobba mentre la maggioranza del partito si schiera con Alfano sulla linea di Monti, Vendola comincia la propria cavalcata per le primarie del centrosinistra. Dopo la sua assoluzione a Bari, il governatore pugliese rimarca in lacrime la propria distanza da Berlusconi e scende in campo per la leadership del centrosinistra con la soddisfazione di Bersani, che ora si aspetta “primarie vere”.
Intanto, malgrado l’appello di Napolitano a portare avanti la legislatura fino alla scadenza naturale approvando la riforma della legge elettorale, si parla sempre più di anticipare il voto delle politiche accorpandolo a quello per Lazio, Lombardia e Molise. In un election day “non ci sarebbe nulla di male” secondo Casini, cui Bersani guarda con interesse in vista di un bis dell’alleanza che in Sicilia ha fatto vincere Pd e Udc. Ma a dividerli restano l’amore dei centristi per le preferenze e per un Monti bis. Nel frattempo, Di Pietro mastica amaro. Dopo la puntata di Report, nell’Idv si apre un processo nei suoi confronti rispetto all’uso dei fondi del partito.
Viene confermata la fiducia al leader, ma è anche convocato un congresso straordinario.

Da Roma Francesco Bongarrà