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Commissione esteri congiunta San Marino-Italia: letture divergenti tra maggioranza e opposizione

3 lug 2020
Commissione esteri congiunta San Marino-Italia
Commissione esteri congiunta San Marino-Italia

Il giorno dopo la riunione congiunta in video-conferenza di Commissione Consiliare Affari Esteri di San Marino e Commissione Affari Esteri del Senato della Repubblica Italiana, abbiamo raccolto i commenti di tutte le forze politiche sammarinesi presenti in Consiglio. Sono emerse letture divergenti.

Denise Bronzetti, di Noi per La Repubblica, riferisce che sono state affrontate le questioni “targhe”, frontalieri e frequenze radio televisive “segnalando ai colleghi italiani l'urgenza per una soluzione alle diverse problematiche”. Npr ha proposto un'intensificazione dei momenti di confronto bilaterali. “Molto stupore – aggiunge Denise Bronzetti - ha prodotto la comunicazione da parte di alcuni senatori nel voler affrontare temi non di pertinenza della Commissione Esteri, come la giustizia. In particolare – aggiunge la capogruppo Npr - ha creato imbarazzo la notizia riferita di una azione di intervento di nostri magistrati italiani, professori alla Luiss. su di un esponente politico italiano, che lamentava il varo della legge 1/2020, preoccupati per non meglio specificate problematiche relative alla retroattività della suddetta norma. Questo ci pare dimostrativo – conclude - di una scarsa indipendenza della magistratura dalla politica, fra l'altro italiana”.

“La commissione di ieri – commenta Nicola Renzi di RF - ha messo in risalto quanto ciò che viene fatto da Governo e maggioranza nel campo della giustizia e del sistema bancario e finanziario sia attenzionato e visto con forte preoccupazione anche da parlamentari di altri paesi. È emerso con estrema chiarezza, peraltro dalle parole di alcuni consiglieri di maggioranza, quanto i rapporti tra Italia e San Marino – conclude Renzi - siano ampiamente meno proficui rispetto alla passata legislatura, evidentemente anche a causa dell’azione del governo e di alcune leggi votate dalla maggioranza”.

“Ritengo che il confronto – dichiara Carlotta Andruccioli di Domani Motus Liberi -sia stato positivo e proficuo perché gli stessi Onorevoli Senatori si sono dimostrati favorevoli e interessati alla ripresa di quello che dovrà necessariamente essere un confronto permanente, affinché il rapporto politico e istituzionale tra i due Stati venga rilanciato con forza, nell'ottica di una cooperazione strategica per quanto riguarda il sistema economico-finanziario, nonché il sistema sociale”.

Libera parla di “una nuova battuta d’arresto nei rapporti bilaterali. Un momento istituzionale che si è rilevato un vero “boomerang” per maggioranza, Governo e tutto il Paese visto che gli interventi critici da parte italiana non sono mancati. Nonostante le buone intenzioni – prosegue Libera - si è dato vita ad un vero e proprio imbarazzo istituzionale, con preoccupazione da parte italiana per la gestione di questi ultimi mesi della giustizia e perplessità sul rilancio del sistema bancario-finanziario”.

Di parere opposto Lorenzo Bugli del Pdcs secondo il quale la commissione congiunta è “Un buon punto di partenza per riallacciare, rafforzare e intensificare le relazioni bilaterali con la vicina Italia: un percorso che andrà portato avanti senza perdere di vista l'obiettivo preponderante dell'accordo di associazione con l'Unione Europea”. Per Bugli la strada da fare è ancora tanta soprattutto per addivenire al superamento della convenzione del 1939. Rivolto un appello a tutte le forze politiche per coinvolgere con maggiore efficacia le parti sociali.

“Con questa nuova commissione – precisa Sandra Giardi di Rete - è partito anche un nuovo metodo di svolgimento dei lavori, tra cui quello di convocare in presenza alcuni dei nostri rappresentanti consolari e l'attivazione di confronti con i nostri omologhi di altri paesi. Il presidente Rondelli – riferisce - ha compiuto un excursus dei rapporti tra San Marino e Italia, con un dettagliato elenco di tutte le questioni che toccano entrambi i paesi. Pochi e brevi gli interventi – dichiara – anche perché il tempo a disposizione non era tantissimo. Ci siamo lasciati – conclude Sandra Giardi - con la promessa di continuare questo nuovo modo di lavoro e la speranza di potersi incontrare fisicamente”.