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Consiglio: il decreto scuola protagonista in avvio dei lavori

19 lug 2018
La Reggenza
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Al via oggi una lunga maratona consiliare. La sessione proseguirà infatti fino al 27 luglio con la sola interruzione del week end. All'ordine del giorno numerosi provvedimenti e decreti, ma si è cominciato con i temi di stretta attualità nel comma comunicazioni.

Tanti i temi d'attualità e di scontro, in comma comunicazioni, ma quello più dibattuto è stato certamente il decreto scuola. Il Segretario di Stato Marco Podeschi ha difeso il provvedimento, nonostante le manifestazioni di piazza degli insegnanti, la contrarietà della Csu e le critiche politiche. Ha ricordato che non si elimina neppure una classe elementare e in realtà il Governo ha subordinato il contenimento della spesa al mantenimento di un elevato standard del sistema d'istruzione, che però deve necessariamente misurarsi con un calo demografico del 36% in 10 anni. Parole che non hanno certo convinto le opposizioni che hanno ribadito forti critiche al decreto, sostenendo che invece va ad apportare tagli in un settore fondamentale ed interviene in un periodo dell'anno sbagliato a scuole chiuse. A sostegno di Podeschi gli interventi dei consiglieri di maggioranza con Morganti di Ssd – predecessore di Podeschi all'Istruzione – che pur appoggiando il provvedimento suggerisce di spostare al 2019/2020 la sperimentazione nelle scuole d'infanzia. La scuola dunque il tema più dibattuto ma in aula forti critiche alla maggioranza sono arrivate anche dopo la sentenza Treggiari, che ha rigettato la ricusazione al Giudice Pasini sulla liquidazione coatta di Asset. Che fine ha fatto – chiedono dai banchi del Pdcs - l'azione di responsabilità contro Savorelli e Siotto di Banca Centrale, decisa dal consiglio all'unanimità? Sollevata inoltre la questione dei 420 milioni dei fondi pensione del primo pilastro del fondo pensionistico che – stando a notizie di stampa – Banca Centrale vorrebbe convertire in obbligazioni garantite dallo stato a sostegno del settore bancario. Una strategia – è stato fatto notare da Rete – che era suggerita già l'anno passato dalla Financial Advantage, stando all'ordinanza sul caso titoli. Per il movimento, dunque, l'influenza di Confuorti sulle scelte politiche e finanziarie del paese c'è ancora, come ha evidenziato il capogruppo Matteo Zeppa. Al pari di Pdcs e Rete, giudizi molto critici verso il Governo, su scuola e settore bancario, anche da parte del Psd. Tra i casi d'attualità dibattuti non poteva mancare quello delle lettere anonime fatte arrivare a consiglieri e istituzioni. (Una delle lettere in realtà riporta la firma di Claudio Podeschi, ma il suo avvocato ha già sporto querela per falsità e sostituzione di persona) Anche sulle “lettere”, le visioni di maggioranza e minoranza, non coincidono, se non altro nella gestione della questione. Poi la vicenda dell'ultimo rapporto Ocse, con San Marino che risulta perfettamente in regola. Il Governo in carica ha esultato ma la minoranza fa notare che quel report si riferisce al periodo 2014-2016 quando c'era un'altra maggioranza.
In apertura di seduta il Segretario di Stato Zanotti aveva riferito che di fatto è stato dato mandato all'avvocatura dello stato di procedere contro “Advantage financial”, mentre il Segretario di Stato Santi ha fatto sapere che il direttore dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus sarà oratore ufficiale il 1° aprile 2019. Sul caso “badanti” in Ospedale Santi ha chiarito che verrà organizzato un presidio fisso dell'ispettorato del lavoro ed ha espresso fiducia nelle indagini della magistratura.
L'ex capogruppo Psd Dalibor Riccardi, infine, ha comunicato ufficialmente l'adesione a “Res”. Giovanna Cecchetti, nel suo primo intervento da consigliere indipendente, ha affermato che il Ps ormai non esiste più. “Ha tradito” ha commentato il socialista Alessandro Mancini che le ha comunque augurato buona fortuna.