Convocazione del Consiglio Giudiziario Plenario: l'opposizione chiede alla Reggenza di applicare la legge

11 feb 2019
Convocazione del Consiglio Giudiziario Plenario: l'opposizione chiede alla Reggenza di applicare la legge - Con una lettera i capigruppo di minoranza chiedono la revoca della convocazione o la sospensione del...
Il Dirigente del Tribunale Giovanni Guzzetta non è un magistrato – dicono le opposizioni - e quindi, per legge, non può prendere parte al Consiglio Giudiziario Plenario. “ Le norme vanno applicate, non interpretate” tuona Alessandro Cardelli - e invitare Guzzetta fra i non togati – aggiunge Dalibor Riccardi - fa sì che l'organo giudiziario venga politicizzato in maniera impropria.

“Computando il Dirigente nella parte politica - dicono in coro - viene meno l'equilibrio”. Con una lettera tutti i capigruppo di minoranza chiedono quindi alla Reggenza, nel suo ruolo di garante dell'ordinamento costituzionale, di attenersi alla legge revocando la convocazione. In subordine di sospendere ogni sua deliberazione, “a tutela – dicono - della Reggenza stessa”.

Paradossale – fanno notare – l'interpretazione da parte della politica di norme da lei stessa emanate. “In Consiglio avevamo avvertito che la nomina di un dirigente non togato avrebbe creato problemi”, ricorda Alessandro Mancini. Torna l'accusa di forzature, “ siamo ormai abituati – continua il consigliere del Ps – ad un Governo che con pochi della maggioranza decide senza confronto per poi correre ai ripari”. Riccardi attacca Nicola Renzi. “Mi dispiace – dice – che gli sia stata confermata la fiducia. Da quando è in carica sta politicizzando un organo autonomo. Non era mai capitato”. Sulla giustizia lo scontro parte da lontano e Matteo Zeppa, parlando di forzature, fa riferimento alla sentenza del collegio garanti che giudica inammissibile il ricorso della maggioranza sul conflitto di attribuzioni nella vicenda dei famosi verbali della Commissione. “ Gli avevamo detto di non fare ricorso, per evitare una spaccatura in Ufficio di Presidenza. Hanno tirato dritto – afferma il consigliere di Rete - perché non accettano la sconfitta. Ma qui è sconfitto lo Stato”.

La riflessione si spinge oltre, su una contrapposizione di cui il paese è stanco. “ Questa politica – dice Zeppa – non è più accettabile a livello sociale. “Basterebbe parlarsi e guardarsi negli occhi ma evidentemente vanno salvaguardate altre situazioni”.

MF