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Governo al lavoro su un nuovo Decreto che intervenga sulla mobilità

In Congresso anche i Capitani Reggenti eletti Alessandro Mancini e Grazia Zafferani

di Monica Fabbri
24 mar 2020

Come annunciato, si ragiona sull'ipotesi di utilizzare solo personale residente, cercando un equilibrio in termini di funzionalità economica e necessità dettate dall'emergenza. Questione al centro della riunione del Congresso di Stato, alla presenza dei Capitani Reggenti eletti Alessandro Mancini e Grazia Zafferani. “Garantire la funzionalità delle imprese attive con forza lavoro proveniente dal nostro distretto sanitario rappresenterebbe - dice Teodoro Lonfernini - una buona attività di controllo sia per noi che per il territorio vicino”. “Non un atto discriminatorio – chiarisce - ma un'ulteriore salvaguardia”.
Analizzando i dati dell'ufficio statistica, ogni giorno la macchina economica sammarinese muove 20.000 persone tra privato e pubblico. Con il motore al 50% - come previsto dal Decreto - siamo arrivati a circa 8000. Numero che sta già calando fisiologicamente di giorno in giorno. “Un salto enorme per la messa in protezione del paese – dice Lonfernini - ma possiamo fare di più se riusciamo a muoverci solo con personale residente”.

Sulla questione andranno interpellate le aziende che stanno garantendo il rispetto del 50% e che, in certi casi, hanno abbassato ulteriormente la percentuale. Lo hanno fatto gli artigiani che – riferisce Unas - hanno ridotto l'attività al 15%. Si tratta di settori giustificati dalla deroga, legati cioè alla produzione alimentare, alla tumulazione e a servizi per urgenze impiantistiche all'Ospedale di Stato. Qualsiasi ragionamento dovrà comunque tener conto dell'evolversi della situazione. L'ultimo decreto è stato emesso il 20 marzo e serve ancora qualche giorno per poterne valutare gli effetti. A chi chiede di chiudere tutto: “ Il Governo non può permettersi una reazione di pancia ma deve agire con logica e lucidità in base ai dati” spiega il segretario all'Industria Fabio Righi. “L'aspetto sanitario viene prima della parte economica – chiarisce Righi - ma se il nostro sistema di controllo è efficace e garantiamo la tutela della salute, l'obiettivo del decreto non è ridurre la produzione del paese ma il contagio”. E promette: “Saremo irremovibili rispetto ai presidi. Chi trasgredisce rischia la sospensione della licenza per 30 giorni e 2000 euro di multa. Senza dimenticare le ripercussioni penali. Intanto la CSU ha inviato una lettera al Congresso di Stato con la richiesta urgente di adottare un provvedimento di sospensione delle procedure di licenziamento collettivo per tutta la durata dell’emergenza sanitaria in corso, in analogia a quanto fatto recentemente in Italia.