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Legge sullo Sviluppo, opposizione: "troppi rimandi a decreti e nessun confronto". Maggioranza: privilegiata l'urgenza. Apertura al dialogo

22 mag 2017
Legge sullo Sviluppo, opposizione: "troppi rimandi a decreti e nessun confronto". Maggioranza: privilegiata l'urgenza. Apertura al dialogo
Si accendono i riflettori sullo Sviluppo con Governo e Dc che presentano il loro progetto di legge in prima lettura. Il Segretario Zafferani mette l'accento su liberalizzazione del mercato del lavoro, apertura delle residenze, incentivi per comportamenti virtuosi, parificazione fra lavoratori. Assicura che ci sarà confronto. I sindacati rilevano però l'assenza di dialogo e lo ribadiscono alla minoranza a margine dei lavori.
Tra i punti non condivisi, la reintroduzione di una nuova forma di "tassa etnica" per i frontalieri.
Tornano anche sulle banche, chiedono chi sono i titolari degli npl, come si rifinanzieranno i crediti inesigibili e come verranno conferiti alla Bad bank pubblica. La Csu stigmatizza l'assenza della maggioranza all'incontro, si dice sconcertata. “Un comportamento irrispettoso – scrive – e che rasenta l'irresponsabilità. “Nessun forfait – replica Adesso.sm – ma semplice incomprensione”. “Il dialogo- dice Tony Margiotta - è per noi fondamentale”. Ringrazia anzi la Dc per un Pdl che permette di allargare la discussione.
L'opposizione attacca: “serviva maggiore concertazione con politica, categorie e parti sociali”, dice Iro Belluzzi. Per Dalibor Riccardi il progetto del Pdcs ha una garanzia maggiore. Nel mirino anche l'eccessivo rimando a decreti. “Ragione per cui – ricorda Mancini - nel 2013 forze che oggi compongono la maggioranza, tra cui anche cinque attuali Segretari di Stato, presentarono al collegio garante un ricorso per incostituzionalità”.
Anche Rete richiama a chiarezza e semplicità delle norme. “Uno dei motivi – rileva Elena Tonnini - che impediscono agli imprenditori di venire a San Marino. La legge in questione – afferma - rimanda ad un elenco infinito di leggi e decreti”.
Insomma, si chiedeva un testo unico, bisognava rimandare, serviva più tempo. Pedini Amati ironizza: “i commercialisti si spaccheranno la testa”. “Ci sono modifiche interessanti – ammette Francesco Mussoni – ma non è una riforma del lavoro bensì una serie di interventi spot”.
“Sulla sburocratizzazione – precisa Roberto Giorgetti – è stato iniziato un percorso che non può esaurirsi in poche settimane”. Insomma, si vogliono produrre testi unici. Oggi, però, dopo anni di immobilismo è stata privilegiata l'urgenza. L'auspicio è di uno scambio reciproco che porti ad una sintesi.
Per Luca Santolini molte critiche sono strumentali o frutto di un approccio sbagliato al confronto. “La maggioranza non vuole procedere a testa bassa ma con il Governo – dice Lorenzo Lonfernini – ha il dovere di ascoltare tutte le parti per arrivare ad un'ampia condivisione”. “No a pregiudizi e pregiudiziali – continua Eva Guidi - ma largo confronto con opposizioni e parti sociali”. Sì al confronto – aggiunge Matteo Ciacci – vogliamo approfondire proposte e critiche ma poi bisogna decidere. Nel momento in cui si fanno scelte è ovvio che si scontenta qualcuno ma l'obiettivo è il bene del paese. Zafferani invita all'onestà intellettuale e ammette di aver trovato elementi interessanti nel progetto della dc. “Lo analizzeremo – dice - senza pensare di avere tutte le risposte. Accoglieremo le buone idee, lo sviluppo non deve avere primogeniture”. Il confronto avverrà. Sono stati pianificati incontri con tutti. Compresa l'opposizione. L'Aula sta ora affrontando un altro tema caldo: il Testo Unico delle Leggi Urbanistiche ed Edilizie. Riprenderà i lavori alle 21 con la votazione degli odg, fra cui quello a firma Dc, Psd e Ps per l'autorizzazione di eventuali finanziamenti con la maggioranza dei due terzi.