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Questione giustizia: Bollini e Sansovini dalla Reggenza. I Commenti di RC

19 dic 2005
Invece di stemperarsi, i toni della discussione sulla questione giustizia restano alti, nonostante l’accorato appello a ritrovare serenità fatto in Consiglio dal Segretario di Stato Berardi e dal presidente della Commissione giustizia Cecchetti. A rinfocolare la polemica sono le dichiarazioni di fuoco di Alleanza Popolare, che accusa senza mezzi termini i Sammarinesi per la Libertà di aver messo in scena una grande montatura. AP sostiene che Giuseppe Rossi, si fosse rifiutato più volte di recarsi a testimoniare in Tribunale. Ha ceduto alle richieste solo venerdì – prosegue la nota – proprio in coincidenza della seduta consiliare. All’agente di polizia che gli chiedeva dove e quando avrebbe potuto consegnargli la convocazione, lo ha invitato a Palazzo Pubblico dove aveva preparato la trappola”. Anche Rifondazione comunista ha il sospetto che si sia trattato di una messa in scena, e aggiunge: “Se fosse vero che il consigliere Rossi avrebbe ricevuto informazioni dal magistrato dirigente sul tirocinio Stolfi, perché non denunciare allora queste ingerenze della magistratura, anziché gridare allo scandalo oltre un anno dopo?”. La reazione dei consiglieri Monica Bollini e Glauco Sansovini non si è fatta attendere, e davanti ai Capitani Reggenti hanno esternato il loro “sdegno – fanno sapere – per le infame e le diffamazioni rivolte contro esponenti del Gruppo federativo da Tito Masi e compagni. Non accettiamo le sue provocazioni – proseguono – che non sono conformi alla verità, ma non possiamo esimerci dal confermare che nessuno ha costretto, né avrebbe avuto il potere di costringere, la magistratura a notificare al consigliere Rossi nel bel mezzo dei lavori consiliari un mandato di comparizione. Masi – continuano – ha fatto credere di essere al corrente di notizie che dovevano restare secretate all’interno del Tribunale, ed alimenta il sospetto di fughe di notizia dal Palazzo di giustizia. Sospetto che – concludono – necessiterebbe di idonei approfondimenti”. Sembra comunque che le inchieste aperte in Tribunale siano due, non solo quella affidata al giudice Battaglino ma anche quella condotta dal Commissario della Legge Alberto Buriani, su iniziativa dello stesso consigliere Rossi. Di carne al fuoco dunque ce n’è fin troppa, e tante sono le cose ancora da chiarire.