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Calcio: beffa per il San Marino, passa il Bassano

26 mag 2008
Calcio
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Sono stati i 96 minuti più incredibili della storia della società biancoazzurra. Mai suicidio fu più perfetto. Il calcio non conosce limiti nella sua imprevedibilità, in questo caso è assolutamente giusto parlare di dramma sportivo. Quando il quarto uomo alza la lavagna, ordina sei minuti di recupero, con il San Marino sull’1 a 1, al Bassano servono due gol per andare in finale. L’espulsione di Nicoletto è un ulteriore mazzata alle speranze del correttissimo pubblico di Bassano. In panchina non c’è più Tazzioli espulso, non c’è il suo vice Sichi a casa per motivi personali. Squadra in mano all’allenatore dei portieri Ermes Morini e al vice-presidente Franco Castellucci. Ci sono due uomini in campo con i crampi - Longobardi, Berardi - e ancora due sostituzioni da effettuare, nessuno muove niente, qualcuno sostiene che non c’è stata comunicazione con la panchina; si va avanti senza cercare alcuna soluzione. Il vice–presidente Castellucci invece afferma che lui stesso ha cercato il tecnico per chiedere le strategie da adottare, Tazzioli e qui siamo all’assurdo, non ha visto gli ultimi 10 minuti di gara. Vale a dire, dopo l’espulsione, sarebbe stato costretto ad entrare nell’imbocco degli spogliatoi senza poter vedere il campo da nessuna angolazione, non succede mai che non si conceda la possibilità di raggiungere una tribuna dalla quale seguire la partita e magari comunicare a distanza con la panchina.
Inutile cercare colpevoli, nella gestione sciagurata di quei concitatissimi 6 minuti, non cambia la sostanza, ma non si può nemmeno archiviare tutto incolpando il destino. Qualcuno dovrà spiegare se c’è stata una mancanza di comunicazione tra il tecnico espulso e la panchina, qualcuno dovrà spiegare perché non essendoci il secondo di Tazzioli, in panchina non è stato portato Lele Lucchi che ha il patentino di allenatore. A volte si ha l’impressione che il San Marino sia una società professionistica per la gestione oculata dei bilanci, o per la perfezione nei pagamenti, ma poi si perde in un bicchiere d’acqua denunciando palesi limiti di dilettantismo. Figure inventate, poca chiarezza, troppe ingerenze portano solo confusione. Lo scorso anno il Presidente Daniele De Luigi parlò di snellezza nell’organico societario, cosa che è avvenuta parzialmente. Altra versione dei fatti, se vogliamo prendiamocela con il destino oppure con il miglior acquisto di questa annata Longobardi che non è stato in grado di gestire un pallone tra i suoi piedi all’ultimo secondo dell’ultima azione. In finale ci va il Bassano.