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Doping: pene più severe, ma niente carcere

18 nov 2014
Doping: pene più severe, ma niente carcereDoping: pene più severe, ma niente carcere
Doping: pene più severe, ma niente carcere - La Wada annuncia grosse novità, ma boccia il provvedimento più atteso. Non ci sarà il carcere per i...
La Wada annuncia grosse novità, ma boccia il provvedimento più atteso. Non ci sarà il carcere per i recidivi perchè un atleta -si legge nel documento finale- deve essere sanzionato sulla base delle regole dello sport e non del codice penale. Che invece entra in ballo in caso di smercio di sostanze dopanti. E così l'Agenzia Mondiale Antidoping reitera la validità del principio compromissorio, la famosa clausola che tiene gli sportivi a giudizio solo dagli organi sportivi. La vita per chi fa uso di doping comunque si farà più dura. Il nuovo arco temporale di squalifica per prima sanzione passa da due a quattro anni, e la Wada si doterà di nuovi strumenti investigativi e di raccolta dati. In più il fondo di ricerca ha sfondato i 10 milioni di dollari ai quali il Cio ne aggiunge altrettanti. Dunque il budget per il 2015 aumenta del 3 per cento. Ora il laboratorio sempre avere le carte in regola per essere riaccreditato ai Giochi di Rio.

r.c.

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