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Il Rimini torna in prima divisione dopo quattro anni

14 giu 2009
Un cecchino infallibile: il Rimini ha preso la mira dilapidando un infinità di occasioni per poter restare in categoria per il quinto anno consecutivo . Senza lottare è retrocesso. Impallinato dall’inizio, 21 conclusioni effettuate dalla formazione di Salvioni testimoniano in modo chiaro l’esile struttura costruita da Carboni,destinata, come poi è prontamente accaduto a crollare. L’ Ancona ha vinto prima di entrare in campo facendo leva sull’entusiasmo cominciato al 94esimo minuto di domenica 30 maggio, quando il gol di Zambrella al Pisa unito alla gentile concessione dell’Albinoleffe, resuscita i dorici più che agonizzanti. L’abbinamento play out con il Rimini, ridicolizzato a Cittadella, è quanto di meglio potessero chiedere. La forbice : l’Ancona arriva al doppio scontro a fanali spiegati, il Rimini giace nella totale depressione che neanche il gol di Pagano al Del Cornero riesce a guarire. Il pareggio di Mastronunzio è l’ennesimo segnale di un qualcosa di funesto che si sta materializzando. Il match di ritorno non fa altro che confermare tutte le tesi : l’Ancona ha cuore si arrampica sul pendio che sembrava impossibile e picconate dopo picconate costringe il Rimini a perdere l’equilibrio fino a scivolare schiantandosi senza paracadute.
La spinta definitiva arriva dall’ennesimo morso della “vipera Sasa Mastronunzio” 19 gol in campionato per lui già oggetto del desiderio di metà serie B. Il pianto dei biancorossi romagnoli chiude sabato 13 giugno una nottata che resterà una ferita per sempre nei tessuti dei tifosi, che ieri sono rimasti ad aspettare i cuor di leone, nessuno si è presentato in sala stampa, per scaricare la loro rabbia al grido di "Andate a lavorare".

Lorenzo Giardi