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San Marino calcio: in campo contro il Martina

28 apr 2007
Il San Marino in allenamento
Il San Marino in allenamento
La madre di tutte le partite è diventata quella della dignità. Quella di chi al di là di quei piedacci sente ancora una goccia di sangue dentro le vene. San Marino-Martina doveva nelle pie illusioni di chi si è fidato di questo gruppo valere la salvezza. Nulla di tutto questo, vale il diritto a sperare ancora. Il diritto di tutta una Repubblica che magari andrà poco allo stadio, ma che alla maglia ci tiene e alla bandiera oppure.
Come ci tiene Nicoletti ostinato nel pensare positivo e nell’aver sopravvalutato una squadra che invece ha sempre puntualmente fallito. Non serve giocare bene, o meglio non serve più. E non servono nemmeno le gambe perché chi cammina da settembre non può domani mettersi a volare. Serve il professionista, quello per il quale retrocedere è una vergogna personale che sporca la carriera, per molti meglio dire curriculum. 11 Berardi, occorrono 11 Berardi. 11 ragazzi che ci mettano il cuore e la faccia. Indipendentemente dalle scelte. Perché la formazione sarà ancora figlia dell’emergenza. Ultimo possibile forfait in ordine di tempo quello di Faeita. Senza Di Maio squalificato il soliti malati cronici e Villa alla faticosa ricerca di una condizione appena accettabile. E l’ora degli uomini e della dignità. Che vuol dire anche chiamarsi fuori se magari non ci si crede più. Chi lo facesse non perderebbe né il saluto, né lo stipendio. Tanto per essere chiari, tanto per parlare il linguaggio dei calciatori.