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Superbike, Rea doma la pioggia e vince Gara1

Il campione in carica la spunta su Sykes e Bautista, in difficoltà ma agevolato dalle tante cadute. Cominciate con quella di Lowes che sino a metà gara era in testa. 6° Melandri.

di Riccardo Marchetti
22 giu 2019
Foto ansa
Foto ansa

A Misano sono tuoni e fulmini e la pioggia scrosciante si diverte a sparigliare le carte di Gara1 della Superbike, che alla fine comunque regala meno sorprese di quante ne aveva promesse. Rea conferma il buon feeling con l’Italia e nel GP della Riviera di Rimini bissa il successo di Imola, che sin qui – in questo Mondiale - era anche l’unico in una manche vera e propria. E così facendo si porta a -32 dal capoclassifica Bautista, relegato al terzo posto da un Sykes che si mette quatto, guida regolare e porta a casa il primo podio stagionale. Lo spagnolo è in difficoltà fin dal mattino ma alla fine contiene i danni con una prestazione accorta, che gli permette di capitalizzare le cadute altrui.

Su tutte quella di Lowes, sino a metà gara perfetto nel dominare una pioggia latente in mattinata ed esplosa a ridosso del via, che costringe a posticipare la partenza di mezzora e riferma tutto dopo tre giri. Nell’intermezzo eccolo subito al secondo posto – lasciato vacante da un Cortese sparito in fretta – e poi in testa al posto di Rea, scalzato in avvio di secondo giro. Il via-bis ristabilisce la gerarchia ma non spegne le ambizioni di Lowes, che si attacca al 4 volte iridato finché, a metà gara, non trova nuovamente il sorpasso. Sembra l’apoteosi, invece l'inglese continua a spingere e questa sua foga, da alleato prezioso, diventa lasciapassare per la sabbia. Rea ringrazia e va, perché Sykes è troppo staccato per far paura. Dietro invece Bautista lascia campo al duello tra Haslam e Davies, poi la caduta del primo e il tracollo del secondo gli valgono l’ingresso sul podio. Seguono Baz – ottimo quarto - il già citato Davies e Melandri, per il quale la sesta piazza è poco rispetto alle ambizioni e tanto nel contesto di un weekend in salita. Fuori Pirro e il riminese Rinaldi.