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“Freedom Drive” - la Marcia Europea per la Libertà

26 set 2019
“Freedom Drive” - la Marcia Europea per la Libertà

Con la formazione del nuovo Governo, circa tre anni fa, si erano create diverse aspettative pensando che vi fosse la volontà di superare l’immobilismo, l'indifferenza, e allo steso tempo la capacità di coordinare, indirizzare e soprattutto attuare politiche in modo concreto e coerente alla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (CRPD). All’atto pratico, purtroppo, niente di tutto questo è avvenuto, e mentre dal 1 al 3 ottobre prossimi si svolgerà a Bruxelles la 9° edizione della “Freedom Drive” - la Marcia Europea per la Libertà (le prime 5 edizioni si sono svolte a Strasburgo), a San Marino dipende ancora dagli altri la libertà di poter scegliere circa la propria vita, da parte delle persone e i giovani sammarinesi con disabilità e non autosufficienti. Giunti oramai all’anno 2020, dunque, la Vita Indipendente e l’Assistente Personale sono tuttora per loro un’illusione, e altre situazioni emergenziali continuano ad essere rimandate. La Freedom Drive è la più importante manifestazione all’interno del Vecchio Continente promossa da ENIL il Movimento Europeo per la Vita Indipendente a cui aderisce anche l’associazione sammarinese Attiva-Mente. Ogni due anni dal 2003, i sostenitori del Movimento e persone con disabilità gravi provenienti dai vari Paesi membri, si incontrano per scambiare esperienze di vita, idee e per promuovere e rivendicare insieme l’esigibilità del modello sociale della Vita Indipendente secondo i principi contenuti nella CRPD. Non solo dunque una marcia simbolica verso l’Europarlamento, ma anche incontri, conferenze, workshop e, soprattutto, interazione con gli Parlamentari europei per promuovere e discutere dei principi, dei diritti e di questioni relative alle libertà fondamentali sanciti nella CRPD e nella Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea (CEDU) https://www.europarl.europa.eu/charter/pdf/text_it.pdf, a cui aderiscono tutti i 47 membri del Consiglio d'Europa. Un evento di grande rilievo la cui finalità è quella di mantenere alta l’attenzione sui diritti umani, soggettivi, di uguaglianza e cittadinanza, e che comunque comporta un impegno gravoso (si pensi solo al costo dei viaggi e della disponibilità degli assistenti delle persone non autosufficienti con grave/gravissima disabilità), ma importante per vedersi riconoscere dignità, giustizia, libertà, per contrastare la segregazione e l’isolamento, dire stop non solo all’istituzionalizzazione, ma anche ai tagli sui servizi primari e all’assistenza. San Marino non è certo avulso da tutto questo, anzi, certe avvisaglie come il silenzio circa l’adozione del Prontuario Nomenclatore per la fornitura e la riparazione degli ausili (apparecchiature, attrezzature, protesi, e i sussidi tecnici necessari), la scelta di partire nell’applicazione dell’Indicatore della condizione economica equivalente (ICEE) colpendo proprio l’assistenza alle persone con grave/gravissima disabilità e, da ultimo, la decisione di non voler utilizzare l’ICF per la revisione dei criteri dell’accertamento della disabilità, lasciano chiaramente intendere quale sia la reale volontà rispetto al riconoscimento e all’affermazione dei Diritti delle persone con disabilità. Peccato perché l’insediamento del Governo di Adesso.sm aveva ingenerato fiducia e speranza di un cambiamento fra le persone con disabilità, le loro famiglie, le associazioni e in chiunque si occupa e segue con senso civico le problematiche delle disabilità. E’ giunto il momento, secondo noi, di riformare anche la stessa Commissione sammarinese per l’attuazione della Convenzione (CSD ONU); le si dovrebbero riconoscere non solo adeguate risorse e strumenti per le finalità e competenze di cui è investita, ma esserle attribuiti poteri e deleghe più forti, ampie e chiare. Altrimenti, non certo per colpa di chi la presiede o di chi la compone, il suo operato continuerà a risultare inifluente e sterile. Ad oggi, di fatto, opera a titolo volontario e nemmeno con troppa considerazione da parte dei più. Impegnarsi in tal senso per il Governo che verrà, sarebbe alquanto positivo. Continueremo a sostenere che occorre intraprendere un cambio di rotta risoluto sulla gestione complessiva della disabilità e in coerenza con la CRPD, perché sino a quando a San Marino le persone con disabilità saranno viste solo come un costo, considerate malate, inabili, speciali, ecc. e non saranno nella condizione di poter godere di tutti i diritti civili, economici, sociali e culturali, definizioni quali pari opportunità, equità, partecipazione e libertà, resteranno, per loro, solo pie parole.