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Quello che si troverà FMI a settembre è quello che vediamo tutti da anni

12 lug 2016
Civico10
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Un Paese immobile. Quello che si troveranno davanti gli esperti del FMI a settembre non è altro che quello che vediamo tutti da anni, ormai.

I veti trasversali, gli interessi di partito, interessi economici, i giochi politici, la prossimità delle elezioni, stanno bloccando ogni istanza di rinnovamento che cerchi di far compiere al Paese qualche passo in avanti nella gestione delle situazioni che lo hanno portato all’attuale difficoltà.

Dalla gestione degli ormai famosi NPL – la proposta della bad company è sul tavolo da molto prima del richiamo di Luigi Mazza – alla governance di una banca di sistema e oggi, dopo un impegno finanziario considerevole da parte dello Stato, di proprietà pubblica, come Cassa di Risparmio.

Gli esperti del FMI, su cui si può dire tutto tranne che siano manovrati da faccendieri nostrani, hanno avanzato delle osservazioni precise che il Consiglio, almeno per quanto riguarda la governance di Cassa, aveva trasformato in un Ordine del Giorno.

Quell’Odg chiedeva prima di tutto una revisione delle quote di partecipazione dello Stato in Cassa rappresentativa del capitale investito dalle casse pubbliche; in secondo luogo, proprio in virtù di questo passaggio di proprietà, di rivedere la struttura dirigenziale e la composizione del CDA – una richiesta avanzata anche dal FMI.

Su quest’ultimo aspetto si sono subito schierate le tifoserie, Pro o Contro la gestione Simoni. Civico10 pensa da sempre – e lo ha ribadito con coerenza anche in questa vicenda – che chi, come il Direttore Simoni, si trovi nella spiacevole situazione di essere rinviato a giudizio mentre occupa un ruolo direttivo in un Istituzione come è Cassa di Risparmio, dovrebbe perlomeno essere sospeso dall’incarico. Per una questione di credibilità, ovviamente, della stessa Istituzione.

Qualcuno ha detto che è in corso una battaglia politica sulla testa di Carisp, qualcuno ha ventilato complotti da parte di poteri forti a danni dell’Istituto.

Noi ci limitiamo a sottolineare per l’ennesima volta, a fronte dell’intervento di ieri di SUMS a sostegno dell’attuale dirigenza – un intervento legittimo, proveniente da un’azionista di minoranza – che un Odg votato dal Consiglio Grande e Generale non è un’indicazione generica che si può decidere o meno di rispettare.

E’ un mandato preciso da parte del Parlamento, organo sovrano in una Repubblica parlamentare, che il Governo è tenuto a rispettare. E’ bene ricordarlo, nonostante sembra sia diventata quasi una moda, per il Governo, di fregarsene altamente della volontà dei rappresentanti eletti dai cittadini.

Comunicato Stampa di Civico10