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Rifiuti, Augusto Michelotti: "Facciamo il punto"

1 set 2020
Rifiuti, Augusto Michelotti: "Facciamo il punto"

La Segreteria al Territorio si sta impantanando con le sue stesse mani in operazioni che poco hanno a che fare con il benessere del Paese e che stanno praticamente vivacchiando sul riadattamento di linee già tracciate ma che non lo hanno soddisfatto dal punto di vista gestionale perché probabilmente troppo trasparenti e comunque di difficile attuazione dal punto di vista operativo. Le cose facili sanno farle tutti ma hanno il difetto di essere, il più delle volte, parziali e incomplete. Faccio un esempio: la raccolta dei rifiuti “Porta a Porta”. Il passato governo ha provato a estenderlo a tutto il territorio, ma ne è stato impedito, nel momento cruciale, dall’ostruzionismo di alcuni uffici di controllo dello Stato che ne hanno ritardato per mesi l’attuazione che doveva avvenire attraverso la regolarizzazione e l’attuazione di bandi di concorso già regolarmente emanati; era tutto pronto per partire ma i ritardi hanno trascinato tutta l’operazione fino alle soglie dell’ormai annunciata crisi di governo che ne ha impedito di fatto la realizzazione e tutto si è bloccato fino alla geniale intuizione del nuovo segretario che ha ribaltato la filosofia di base della raccolta dei rifiuti tornando indietro alla raccolta per cassonetti. Non voglio entrare nel merito dei valori di collaborazione tra il pubblico gestore e i cittadini, ma cosa succede adesso? Succede che gli accordi già raggiunti con la Regione Emilia Romagna per il conferimento dei rifiuti presso le discariche Romagnole e che avevano come riferimento, giustamente, il raggiungimento da parte nostra della quota del 70% di raccolta differenziata, pena la rescissione del contratto in essere, forzatamente saltano per aria. Ora succede che, con la nuova stravolgente strategia del Segretario Canti (con Rete silente naturalmente che, ops, ha cambiato idea per l’ennesima volta; che stia diventando Rete DC?) che in passato, all’opposizione, avrebbe fatto fuoco e fiamme perché così non si fa, perché certe scelte vanno discusse con la cittadinanza in pubbliche assemblee, perché queste impostazioni sono importanti e condizioneranno il futuro del Paese, ecc. Oggi stranamente sono diventate scelte univoche e apicali, decise da una sola persona come se avesse in tasca la verità assoluta (e tutti noi sappiamo che non ce l’ha, anzi, la questione puzza da lontano un chilometro) e la soluzione giusta per la raccolta interna dei Rifiuti Solidi Urbani. Cosa fa il furbone di tre cotte, qual’è la genialata? Riprende i contatti con le regioni Lombardia e Marche (dico riprende perché prima non è che si dormisse nella paglia, non si tengono rapporti con un solo fornitore di servizi e alcuni contatti ed accordi con queste regioni erano già stati portati avanti; comunque noi, per alcuni tipi di rifiuti, trattavamo anche col Veneto se può interessare al neo Segretario) onde scavalcare l’accordo principale con la regione Emilia Romagna che prevedeva il raggiungimento del 70% entro la fine di quest’anno. In questo senso l’Emilia Romagna intendeva stimolare il raggiungimento di risultati virtuosi da parte di tutti coloro che conferivano RSU nelle vicine discariche anche per nobilitarne l’esistenza e dargli un senso e fare in modo che tutti collaborassero al miglioramento ambientale del pianeta. Essere gli unici che tuttora non rispettano e non rispetteranno in futuro gli standard minimi della raccolta differenziata in tutto il comparto Romagnolo- Marchigiano, non sarà un buon viatico di simpatia verso chi ci abita intorno, anzi, saremo oggetto di scherno e di sereno disprezzo da parte di tutti i nostri vicini e non solo. Circa un anno fa, nel corso della seduta propedeutica all’Assemblea Mondiale sull’Ambiente ad Abu Dabi, di fronte a 120 ministri dell’ambiente provenienti da tutto il mondo, ebbi l’onore di ricevere i complimenti dalla Presidentessa dell’Assemblea che interruppe la seduta per comunicare di aver particolarmente apprezzato il mio intervento che spronava tutti i presenti a fare di più, a dare di più perché salvare il pianeta è salvare l’umanità. Dovrò scrivere una lettera di scuse alla signora Carolina Schmidt, Ministra dell’Ambiente Cileno, perché saremo proprio noi a fare di meno e a dare di meno e non saremo d’esempio per nessuno. Grazie Segretario Canti, il Paese ossequiente ringrazia per il discredito che sta gettando sulla nostra Repubblica e le pessime figure che ci farà fare.

c.s. Augusto Michelotti
Libero Cittadino
Area Democratica