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Il saluto del Segretario Morganti in apertura del Convegno “La Chiesa fra restaurazione e modernità”

9 giu 2016
Giuseppe Maria Morganti
Giuseppe Maria Morganti
Il ruolo attivo che l’Università di San Marino ha assunto riempie di orgoglio chi da sempre crede e ha creduto in questa importante istituzione. Formazione, ricerca e impegno sociale non sono fatti disgiunti coltivabili in ambienti separati, ma percorsi che mirano ad un unico obiettivo: generare conoscenza aprendo le coscienze.
Quando sono stato informato del progetto di dedicare quattro giornate al grande tema delle trasformazioni della Chiesa, certo della qualità che avrebbe caratterizzato il convegno, mi sono domandato come le dimensioni e il potere di uno Stato diventino fattore del tutto secondario di fronte alle possibilità date dalle idee e dalla loro potenza.
Ebbene da oggi si manifesta la forza del pensiero che la Scuola Superiore di Studi Storici e l’intero Dipartimento di Storia, Cultura e Storia sammarinese, mettono in campo proprio su un tema cruciale che sta modificando la visione del Mondo attraverso un processo ritenuto da tutti il più utile, ma sempre considerato utopico: quello che mira a rendere le persone più consapevoli modificando le coscienze nella dimensione dei valori intangibili della solidarietà e dell’equità.
Un processo guidato dalla Chiesa stessa, istituzione spesso foriera di prudenza e circospezione di fronte alle ingiustizie dell’umanità, ed oggi invece impegnata in prima linea come avanguardia di un movimento straordinario che ha messo a valore gli altri rinunciando, almeno per un attimo, all’egocentrismo come se il benessere di te stesso si tramutasse automaticamente nel benessere di tutti gli altri.
La “mano invisibile” che ha governato le politiche, ma soprattutto le mentalità dalla rivoluzione industriale ai nostri tempi, sebbene fosse modello poco credibile anche un ieri, oggi manifesta non solo i suoi limiti, ma addirittura diventa ostacolo dello sviluppo.
Ma non è il ragionamento puramente economicista la vera causa della trasformazione in atto, bensì la presa di coscienza della nuova Chiesa di Papa Francesco che facendosi interlocutore dei più deboli e ponendosi alla testa del vasto desiderio insito nella grande maggioranza degli esseri umani, trasforma il pensiero in prassi, le buone intenzioni in atti concreti.
Avere qui a San Marino i più grandi studiosi della storia e della storia delle religioni, sapere che la Terra della Libertà, quella che alimenta ogni anno le riflessioni interculturali e interreligiose, ospita conversazioni tanto profonde sul cambiamento culturale destinato a tracciare il percorso su cui si articolerà il pensiero del secolo 21 esimo, ci riempie di soddisfazione.
Per questo motivo, anche a nome del Rettore Corrado Petrocelli, a cui tanto la nostra Università deve, saluto gli illustri ospiti e in questa chiesa fondata il 1 gennaio del 1600, trasformata in aula magna nel 1980 e quindi in fieri per diventare luogo della lettura e spazio del libro e faccio gli auspici affinché queste quattro giornate possano contribuire ad accelerare quel processo di trasformazione sociale a cui tutti in gioventù aspiriamo, ma che col tempo ci appare sempre più irraggiungibile.
Il tempo per far fare all’umanità un vero passo in avanti è alla nostra portata, mi piace che San Marino possa dare in tal senso un contributo fattivo.