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USL - Dirigenza medica: già dalle prime applicazioni della nuova legge si vedono tutti i limiti di una normativa troppo frettolosa

10 set 2019
USL - Dirigenza medica: già dalle prime applicazioni della nuova legge si vedono tutti i limiti di una normativa troppo frettolosa

La legge sulla Dirigenza Medica continua a creare malcontento fra il personale medico. Una legge “creata” per attrarre nuovi professionisti e far permanere in Repubblica i medici in servizio sta manifestando, già dalla sua prima applicazione, diversi limiti. Nonostante le finalità e gli obiettivi del provvedimento siano sicuramente condivisibili, USL aveva già manifestato nelle opportune sedi una serie di perplessità circa il contenuto del testo che portava con sé diversi “punti oscuri”: punti che sarebbe stato utile chiarire anticipatamente invece di emettere frettolosamente la legge. Non ci stupiamo quindi che oggi diversi professionisti lamentino delle disparità. USL ha sempre evidenziato come la busta paga del medico fosse strutturata con un eccessivo utilizzo dell’indennità, voce retributiva oramai divenuta non più adeguata. La nuova legge ha ripreso la medesima impostazione mantenendo le stesse criticità che avrebbe dovuto invece sanare. Altra circostanza già segnalata attiene invece l’eliminazione degli scatti di anzianità: in questo modo è stato tolto il riconoscimento di quel corrispettivo nato per dare adeguato valore all’esperienza maturata. Inoltre non è stata considerata l’estensione di alcuni istituti anche ai responsabili, come Direttori di Dipartimento e di UOC, non medici, come previsto dalla legge. L’aver sottratto alla contrattazione collettiva (e alla sua opera di mediazione) sicuramente ha inciso negativamente sulla situazione, dato che non si sono avuti i tempi per discutere e approfondire quegli aspetti che meritavano una più corretta valutazione. “Rimaniamo dell’opinione che la strada più corretta sarebbe stata quella di trattare gli argomenti di natura contrattuale, quali ad esempio formazione, retribuzioni, orario di lavoro ecc.. in un accordo con le OOSS”, commenta il Segretario FPI Giorgia Giacomini. Occorre quindi, visto anche il prolungarsi delle tempistiche per l’emanazione del nuovo Atto Organizzativo, che si risolvano tutte le problematiche aprendo immediatamente un confronto in merito con il Sindacato.

Comunicato stampa
La Federazione Pubblico Impiego USL