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USOT: Fine monopolio, cosiddetta “zona bianca”, sul latte fresco a San Marino

22 nov 2019
USOT: Fine monopolio, cosiddetta “zona bianca”, sul latte fresco a San Marino

USOT è stata da sempre contraria alla c.d. “zona bianca” e siamo conseguentemente contenti che non sia stata prorogata ed auspichiamo vivamente che il futuro Governo non reintroduca una normativa, eufemisticamente, anacronistica. La zona bianca, null’altro che un monopolio che fino al 2015 è stato a tempo indeterminato in mano alla centrale del latte e che, successivamente, è stato concesso ai nuovi ed attuali proprietari “per evitare che lo stabilimento finisse sotto l’amministrazione di industriali esterni, gli allevatori locali Bonifazi, Stacchini e Salvi hanno intrapreso, con coraggio e determinazione, il percorso di acquisizione della Centrale” (dal sito internet della Centrale del Latte di San Marino) ha limitato, condizionato e pesato enormemente sugli imprenditori ed aziende del nostro Settore.
Da qualsiasi angolo la si guardi la “fascia bianca” (prima accusata di essere lo strumento che avrebbe permesso ad investitori stranieri di comprare coi nostri soldi la Centrale del Latte poi lodata perché avrebbe permesso di preservare la sammarinesità della proprietà della stessa) è sempre stata un limite ed un costo per i nostri operatori e, ovviamente, per il consumatore finale.
Riprendendo e condividendo quanto dichiarato nel gennaio del 2015 da un’altra Associazione Datoriale di riferimento “La Zona Bianca, con i divieti che impone, altro non è se non la diminuzione del potere contrattuale per produttori e consumatori” aggiungiamo che, pur comprendendo le preoccupazioni del Presidente della Cooperativa sig. Bonifazi, non riteniamo giusto e nemmeno auspicabile che siano determinate categorie di cittadini o di aziende a dover sopportare l’impossibilità di alcune aziende (indipendentemente dal settore) a mantenersi sul mercato.
È la qualità del prodotto (o del servizio) in primis unita alla capacità manageriale nella gestione di ogni attività economica a dover determinare la sopravvivenza e la permanenza sul mercato delle aziende stesse.
I proventi delle tasse, anche quelle “nascoste”, che spesso pesano su aziende e cittadini devono essere utilizzati per investimenti di breve medio o lungo periodo che siano pensati per un reale sviluppo economico a vantaggio di tutto il Paese.

Comunicato stampa
USOT