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Il Forteto: condanna definitiva in Cassazione, Fiesoli si è costituito

Negli anni Ottanta, la comunità era punto di riferimento anche per il Servizio Minori di San Marino

di Filippo Mariotti
7 nov 2019
Foto: La Repubblica
Foto: La Repubblica

È arrivata la condanna definitiva, in Cassazione, per Rodolfo Fiesoli, 78 anni, fondatore della comunità “Il Forteto” per minori disagiati a Vicchio del Mugello, in provincia di Firenze, al centro di una vicenda di maltrattamenti e abusi su minori disagiati. Fiesoli dovrà scontare 14 anni e dieci mesi di carcere. L'uomo, irreperibile da ieri mattina, si è consegnato ai carabinieri di Padova, città nella quale avrebbe voluto scontare a pena ma il personale non ha ammesso la sua richiesta di costituirsi perchè ancora non era disponibile l'ordine di esecuzione della Procura generale. Quindi il carcere di Padova lo ha indirizzato verso il comando generale di Carabinieri. Per molti anni 'Il Forteto' è stata considerata una delle principali comunità di recupero per minori provenienti da famiglie disagiate. Diverse volte, però, nel corso del tempo, il Forteto è finito al centro di vicende giudiziarie, anche con condanne: nonostante tutto ha sempre proseguito la sua attività.

Negli anni Ottanta, la comunità era punto di riferimento anche per il Servizio Minori di San Marino e durante il processo emersero abusi verso uno dei bambini sammarinesi affidati all'epoca alla comunità. Nel 2014 se ne parlò in Consiglio: in risposta ad una interpellanza di Grazia Zafferani di Rete emerse che dal 1985 al 1993 dal Titano vennero inseriti nella comunità 5 bambini tra i 3 ed i 14 anni. Nel marzo 2018 l'Aula aveva approvato a maggioranza palese un ordine del giorno presentato da tutti i gruppi consiliari, affinché fosse intrapresa una ricognizione sulla passata collaborazione tra istituzioni sammarinesi e la comunità “Il Forteto”.

Immediate le reazioni del mondo politico: "Sono stata la promotrice della commissione d'inchiesta sui fatti del Forteto, affinché le responsabilità di ciò che è accaduto nella comunità toscana possano essere accertate anche da una indagine parlamentare - ha commentato la senatrice M5s Laura Bottici - Continueremo il nostro lavoro alla ricerca della verità e della giustizia: lo dobbiamo a tutte le giovani vittime e alle loro famiglie". Sulla stessa scia la deputata di Forza Italia Annagrazia Calabria: "La giustizia ha fatto il suo corso, ora spetta alla politica fare altrettanto. Va insediata quanto prima la Commissione parlamentare di inchiesta che ha il dovere di fare luce su tutti i responsabili che hanno permesso per così tanti anni ignobili violenze ai danni dei più deboli".