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"Podeschi bis": nuovo rinvio; ma una sentenza del Collegio Garante potrebbe avere effetti rilevanti sul processo

Ieri, intanto, la conclusione del processo "Major car"

4 giu 2019
Tribunale San Marino
Tribunale San Marino

Il Giudice Battaglino, anche questa volta, non ha potuto fare altro che aggiornare il calendario, a causa delle condizioni di salute della compagna di Claudio Podeschi, Biljana Baruca. Nel corso dell'udienza odierna, tuttavia, le Difese hanno preso atto del deposito della sentenza del Collegio Garante, in merito alla questione di legittimità costituzionale sollevata dalla Procura del Fisco nell'autunno scorso. Nella pronuncia - che potrebbe avere effetti rilevanti, sul procedimento in corso -, si stabilisce l'illegittimità dell'articolo 56 del Codice Penale nella parte in cui non prevede la sospensione del corso del termine prescrizionale, nell'ipotesi di impedimento temporaneo dell'imputato o del suo difensore. In aula, questa mattina, anche due casi di presunto riciclaggio. Ieri, invece, la conclusione del processo che vedeva come imputati Giorgio Giordani, Werter Martinini e quattro società sammarinesi del gruppo “Major”, a loro – a diverso titolo - riconducibili. Dopo il rinvio in istruttoria di un filone d'indagine, il procedimento era incentrato sulla cessione di una Ferrari 599 – pignorata poi da BCSM -, ad un operatore del settore auto. Quest'ultimo, costituitosi parte civile, avrebbe ricevuto – come una sorta di garanzia di quanto versato, per riscattare la lussuosa vettura, che una finanziaria aveva concesso in leasing ad una società del Gruppo Major – un assegno di 100.000 euro con la firma, apparentemente, di Giordani. Il titolo di credito, una volta posto all'incasso, si rivelò senza copertura. Da qui, per tutti gli imputati, l'accusa di truffa; contestata inoltre l'emissione di assegno a vuoto e la calunnia, a Giordani. La sua tesi difensiva, infatti, era che Martinini e la parte lesa avessero tentato di coinvolgerlo “in un loro rapporto di debito e credito”. Il PF, nella requisitoria, ha chiesto di derubricare la truffa in frode nell'esecuzione dei contratti: reato peraltro già prescritto. Alla fine il Commissario della Legge ha assolto gli imputati – quanto all'accusa di truffa - “perché non consta del reato in genere”. Dichiarata l'intervenuta prescrizione, poi, per il reato di emissione di assegni a vuoto. Prosciolto, Giordani, anche per la presunta calunnia; in questo caso per insufficienza di prove.