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Podeschi: ecco le motivazioni del NO alla scarcerazione

9 set 2014
Podeschi: ecco le motivazioni del NO alla scarcerazioneCaso Podeschi: le motivazioni del No alla scarcerazione
Caso Podeschi: le motivazioni del No alla scarcerazione - Il Giudice per la terza istanza penale Lamberto Emiliani ha depositato le motivazioni con cui, lo sc...
Il Giudice per la terza istanza penale Lamberto Emiliani ha depositato le motivazioni con cui, lo scorso 14 agosto, ha rigettato il ricorso presentato dagli avvocati di Claudio Podeschi per chiederne la scarcerazione. I legali dell'ex leader democristiano tuttora in carcere avevano basato la loro richiesta su tre presupposti: la presunta nullità del primo interrogatorio perchè tardivo, in quanto avvenuto oltre 24 ore dopo l'arresto; la violazione del diritto alla difesa per il mancato accesso ad alcuni atti dell'istruttoria; la presunta insussistenza delle ragioni che possano giustificare la carcerazione cautelare. Nel dispositivo di rigetto Emiliani precisa che il termine delle 24 ore entro l'arresto per l'interrogatorio non è perentorio; ricorda che alcuni atti istruttori possono essere segretati per esigenze d'indagine; e infine motiva il perdurare delle esigenze cautelari, paventando l'inquinamento delle prove e ricordando il robusto castello accusatorio messo insieme dall'inquirente. Nella sentenza, che è pubblica, il giudice di terza istanza penale ricorda che attraverso la Fondazione per la promozione economica e finanziaria sammarinese, riferibile a Podeschi, sono confluite somme di provenienza criminosa per 13.739.000 euro e “i casi di devoluzione al partito dei fondi ricevuti risultano residuali”. Si legge inoltre che l'ex segretario di stato avrebbe operato tramite i libretti “Giuseppe Mazzini” fin dal 9 agosto 2005. Citati anche i bonifici “indiretti” alla fondazione da parte di Simon Murray, presidente della San Marino Telecom Spa, per 3 milioni di euro. E la circostanza viene messa in relazione all'autorizzazione, concessa dal Congresso di Stato, per l'installazione di antenne in siti di proprietà dell'Eccellentissima Camera.

Luca Salvatori