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La Pala di San Leo sarebbe attribuibile a Sandro Botticelli. La scoperta è stata illustrata in un convegno sull’arte sacra

di Maria Letizia Camparsi
12 set 2020
La Pala di San Leo
La Pala di San Leo

L’opera che raffigura una Madonna con Gesù Bambino tra San Leone e San Marino sarebbe di Sandro Botticelli, e non del suo allievo Luca Frosino. Questa la tesi della studiosa d’arte Annalisa Di Maria, che assieme al collega Andrea da Montefeltro, ha analizzato il dipinto nei suoi particolari. La rivelazione durante un convegno di arte sacra a San Leo, al quale i due hanno partecipato in qualità di membri del Comitato di arte e letteratura del Centro per l’Unesco di Firenze. La pala, con i due santi fondatori di una delle diocesi più importanti d’Italia, risale alla fine del 1400 ed è custodita nel Museo Diocesano da quando è stato aperto. Ora diversi elementi iconografici e la simbologia hanno portato i due ricercatori ad attribuirla al maestro fiorentino, grazie anche all’uso di un software di laboratorio che ha confrontato i volti raffigurati sulla tavola con quelli dei quadri di Botticelli, riscontrando una compatibilità dell’80-85%. "La simbologia riporta al movimento neoplatonico degli artisti fiorentini - nota Di Maria - ci sono dei dettagli particolari che solo un maestro potrebbe fare".  Senza dubbio, un arricchimento di peso per San Leo, già conosciuta come città d’arte."Chi non vorrebbe un Sandro Botticelli nel Museo civico della propria città? - si chiede il sindaco di San Leo, Leonardo Bindi - se verrà confermato, sarà una grande attrattiva per la città".

Dall’altra parte bisogna attendere la certificazione da parte della Sovrintendenza per ufficializzare la paternità di Botticelli. Intanto, Di Maria nota che l’attribuzione potrebbe essere stata compromessa da alcune manomissioni alla pala, compiute presumibilmente quando nel 1956 il dipinto è stata trasferito dalla tavola alla tela: si tratta di dettagli aggiunti o sottratti all’originale. Differenze che si notano grazie al confronto con un disegno di metà 1700 ad opera di Giambattista Marini, che ritraeva l’opera per come appariva all’epoca. "Tra i dettagli diversi - illustra Di Maria - c'è la scomparsa di un rastrello ai piedi di San Bartolomeo, la cancellazione di una stella sull'abito della Madonna, le dita che hanno una forma diversa".