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Carisp: dipendenti in cassa integrazione già a novembre, chiuse due filiali a Rovereta e Domagnano

Il motivo è la "crisi di mercato", spiegano dal comparto sindacale

di Mauro Torresi
12 dic 2019

La cassa integrazione è, di fatto, già una realtà in Cassa di Risparmio, dalla seconda metà di novembre. La conferma arriva dal settore sindacale. Per il principale istituto bancario del Paese si parla di un'astensione dal lavoro a rotazione: periodicamente, gruppi di circa 13 lavoratori andranno in cassa integrazione a turno. In base alle informazioni a disposizione dei sindacati, l'intero personale sarà coinvolto, ad eccezione di situazioni particolari. Circa 140 i dipendenti della banca.

A spiegare le dinamiche è Alfredo Zonzini, segretario Federazione costruzioni e servizi della Csdl, che contesta il metodo utilizzato ed esorta ad un maggiore confronto con i rappresentanti dei lavoratori. Spiega che, nel mese scorso, si è usufruito della cassa integrazione ma aggiunge di non essere a conoscenza delle prossime mosse e degli specifici comparti interessati. Quel che si sa è che sono già state chiuse due filiali, a Rovereta e Domagnano. Zonzini chiede che venga rispettato il principio della rotazione, con un piccolo “sacrificio” per ognuno, e che tutto sia fatto con la massima equità.

“Dovremo ritrovarci – dice – per fare il punto della situazione”, anche alla luce del cambio di Governo. Pare che Carisp sia al lavoro su un progetto di ristrutturazione da presentare. Zonzini ricorda la necessità di un progetto di rilancio per il comparto, altrimenti la cassa integrazione diventerà un “palliativo” in vista di interventi “ben più importanti”.