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Frontalieri verso quota 8.000. Sindacati in pressing sul nodo tassazione delle pensioni

Il Responsabile nazionale dei frontalieri per la CGIL, Giuseppe Augurusa: "Inviato un terzo sollecito per l'attivazione del Tavolo Interministeriale, fermo da otto mesi"

di Annamaria Sirotti
6 apr 2024
Nel video, l'intervista al Responsabile nazionale dei frontalieri per la CGIL, Giuseppe Augurusa
Nel video, l'intervista al Responsabile nazionale dei frontalieri per la CGIL, Giuseppe Augurusa

Frontalierato: un fenomeno che sfiora il tetto degli 8000 lavoratori. Mai così tanti e in crescita esponenziale negli ultimi 7 anni (circa 5200 nel 2016), arrivando così a rappresentare il 42% della forza lavoro nel solo comparto privato sul Titano. Il settore pubblico vede, invece, una quota di lavoratori proveniente da fuori confine decisamente esigua, ma anche questa in crescita. Nel 2016 erano 56, saliti a 136 a fine 2023.

I dati sono stati diffusi dal Segretario Csdl Enzo Merlini, durante il tavolo congiunto con i vertici Cgil di Emilia-Romagna e delle provincie limitrofe - Rimini, Forlì-Cesena, Pesaro-Urbino - per fare il punto sulla collaborazione, sempre più proficua, a oltre un anno dall'accordo sulla doppia affiliazione.

Dai dati discende l'analisi dei sindacati: “L’economia del Titano e le sue ricadute sui territori circostanti sono significative – dicono – e rendono ancor più importante la sinergia tra le due sigle per ampliare tutele e servizi". Intanto, restano irrisolte problematiche aperte ormai da tempo: in questo il ruolo centrale del Consiglio Sindacale Interregionale San Marino - Emilia Romagna – Marche, che quest'anno peraltro compie 30 anni, attivo sulle questioni fiscali riguardanti i lavoratori e i pensionati.

Sul tavolo il problema dei congedi parentali retribuiti per l’assistenza di familiari non autosufficienti, che nei due Paesi non sono riconosciuti ai lavoratori residenti fuori territorio. Poi il nodo relativo ai pensionati ex frontalieri, che – rilevano - “necessita del massimo impegno e pressione politica verso i rispettivi Governi, affinché la vicenda venga definita una volta per tutte. Inaccettabile – dicono ancora - essere soggetti alla doppia imposizione, a causa della interpretazione che l'Agenzia delle Entrate ha dato alla Convenzione”.

Sindacati in pressing, dunque, con il Responsabile nazionale dei frontalieri per la CGIL, Giuseppe Augurusa che annuncia un nuovo sollecito inviato proprio ieri: “E' il terzo sollecito del Tavolo Interministeriale – spiega -; doveva essere convocato entro i 30 giorni successivi all'entrata in vigore di un accordo internazionale dell'Italia con la Svizzera, che però estendeva alcuni criteri e requisiti anche al resto d'Italia. Quel tavolo, dopo otto mesi, non è ancora stato convocato e in quell'ambito c'è da discutere proprio del tema della tassazione delle pensioni. In generale, l'obiettivo finale è quello di costituire lo Statuto dei lavoratori frontalieri, da molti anni se ne parla. Però, per la prima volta abbiamo un tavolo dove poterne discutere”.

Nel video, l'intervista al Responsabile nazionale dei frontalieri per la CGIL, Giuseppe Augurusa





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