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Osla e Usl sullo sciopero

28 nov 2009
Lo sciopero generale, deciso dall’attivo dei quadri della Csu lascia perplessa l’Osla. Una perplessità che nasce da una considerazione precisa che parte dall’attuale fase di totale immobilismo che certo non aiuta l’economia dice il suo presidente Luigi Tontini, ma anche dal fatto che due attori coinvolti nella querelle, riferimento chiaro a sindacati e Anis, sono a loro volta stabili e immobili sulle proprie posizioni.
In un momento in cui il paese avrebbe bisogno di altre dinamiche, conclude il presidente dell’Osla.
Anche il terzo sindacato, l’Usl, non condivide la scelta della Csu. Nell’attuale congiuntura politico economica, dice il segretario Francesco Biordi, più che portare i lavoratori in piazza dovremmo cercare di mantenere i posti di lavoro.
Da quando la crisi ha cominciato a far vedere i suoi effetti e le sue pesanti ricadute sul lavoro, ci battiamo per difendere e finanziare l’occupazione, prosegue Biordi che sottolinea le differenze di posizioni del suo sindacato rispetto alla Csu.
Crediamo, conclude, che i problemi del mercato del lavoro vadano affrontati in modo diverso, come avviene negli altri paesi europei, con nuove riforme e non con le vecchie gabbie ideologiche.

Myriam Simoncini