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16 marzo 1978: il sequestro di Aldo Moro

15 mar 2019
Aldo Moro
Aldo Moro
Quarantuno anni fa, poco dopo le 9, un commando delle Brigate Rosse entrò in azione in via Fani, a Roma: bloccò le auto del presidente Dc Aldo Moro, uccidendo i 5 uomini di scorta e portando via Moro su una Fiat 132 blu.

Le indagini sul sequestro durarono 55 giorni. A Roma venne fermata un'automobile ogni dieci, e controllata una persona ogni venti, senza mai arrivare a nulla. Tutto terminò con con una telefonata del brigatista rosso Valerio Morucci a casa del professor Francesco Tritto, un assistente universitario di Aldo Moro: "Lei deve comunicare alla famiglia che troveranno il corpo dell'onorevole Aldo Moro in via Caetani. Lì c'è una R4 rossa. I primi numeri di targa sono N5".

Moro era stato ucciso poche ore prima, colpito nel petto dai proiettili sparati dagli assassini. Con il ritrovamento del cadavere si chiuse una spericolata azione terroristica durata poco meno di due mesi, ma che influenzò la storia italiana per molti anni a seguire. Negli anni è cresciuto sempre di più il sospetto che dietro l'uccisione del presidente della Dc ci sia stata qualche complicità inconfessabile, interna o internazionale. Tante le domande su quei 55 giorni che, ancora oggi, non trovano risposta.