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Rimini: inizia la nidificazione del gabbiano reale, come limitarli

Le regole di convivenza suggerite dal Comune per evitare le nidificazioni indesiderate: "Specie protetta, ma bisogna difendersi"

29 mar 2024
Immagine: Comune di Rimini
Immagine: Comune di Rimini

Il gabbiano reale è una specie protetta ed è tra quelle più adattabili. Con una nota, il Comune di Rimini, mette in guardia la cittadinanza in vista dell’arrivo della stagione della sua nidificazione che va da aprile a luglio. E propone alcuni accorgimenti per prevenire l’incremento della popolazione del volatile nei centri urbani.

Quella del gabbiano reale è una presenza diffusa – ricorda –, da qualche tempo sempre più spesso stanno abbandonando la zona del mare a favore delle città ben più ricche di cibo, nidificando sui tetti e creando alcuni problemi di convivenza con i cittadini come l'imbrattamento di tetti, edifici, monumenti; disturbo e rumore, anche nelle ore notturne, ostilità nei confronti degli intrusi e interazioni nei luoghi in cui sono presenti i rifiuti urbani lasciati indebitamente fuori dai cassonetti.

Il gabbiano reale mangia di tutto, oltre che di pesce e altri organismi marini e di scarti di pescato, si nutre di rifiuti, uova e nidiacei, di animali morti ed è anche in grado di predare altri animali, compresi individui adulti di colombo di città e di rondone. Con gli uomini non è aggressivo a meno che non senta minacciata la sua prole per difendere la quale compie azioni di disturbo tramite picchiate, tentativi di colpi con le zampe e lancio di feci.

L'unico modo per evitare la loro presenza continuativa è attuare una serie di azioni preventive, da mettere in atto prima che i gabbiani abbiano costruito il loro nido, atti a impedire la nidificazione per chi nella propria abitazione ha tetti, piani, terrazze, balconi, davanzali, ciminiere, camini e ad evitare di abbandonare rifiuti fuori dai cassonetti.

Essenzialmente gli ambiti di intervento sono due. Da una parte quelli volti a limitare l’accesso ai luoghi di nidificazione e sosta sugli edifici, ad esempio stendendo delle "reti antintrusione" in plastica o metallo o più semplicemente un sistema formato da fili tesi o installando "dissuasori d'appoggio" sulle superfici lineari. Esistono inoltre anche deterrenti ottici (nastri colorati, bandiere riflettenti, effige di rapaci, ecc.) e acustici. Dall’altra quelli volti limitare le forniture di cibo sensibilizzando i cittadini e le attività commerciali come pescherie, negozi di frutta e verdura, macellerie, ristorazione di varia natura, ad evitare dispersione sul territorio degli scarti e rifiuti.





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