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Arabia Saudita: al via processo per omicidio Khashoggi

3 gen 2019
Foto: PanoramaArabia Saudita: al via processo per omicidio Khashoggi
Arabia Saudita: al via processo per omicidio Khashoggi - Intanto Riad è sotto accusa anche per altre questioni: dalla guerra in Yemen ai diritti delle donne
Come prevedibile, alla sbarra, non c'è il potentissimo principe ereditario Mohammad bin Salman; nonostante le ombre sul suo presunto ruolo in questa storia orribile. Il 2 ottobre scorso Jamal Khashoggi entrò nel Consolato saudita di Istanbul, dove sarebbe stato strangolato e fatto a pezzi. Dopo un'iniziale imbarazzato silenzio, le Autorità di Riad ammisero infine che l'omicidio fu condotto da ufficiali dei servizi segreti, senza il consenso della Casa Reale. Oggi la prima udienza del processo ad 11 sospetti. La Procura locale ha confermato la richiesta di condanna a morte per 5 imputati, come anticipato nell'incriminazione presentata nei mesi scorsi. Le autorità saudite avrebbero inoltre presentato alla Turchia due richieste di fornire prove relative al delitto, che sarebbero rimaste senza risposta. A seguito dell'omicidio del collaboratore del Washington Post, vi è stato un maxi rimpasto di Governo a Riad; che non ha tuttavia coinvolto il principe ereditario. Il cambio più rilevante riguarda Adel al-Jubeir, uno dei diplomatici sauditi più noti in occidente, che ha ceduto la poltrona di Ministro degli Esteri. Ma le accuse all'Arabia Saudita riguardano anche la sanguinosa guerra nel vicino Yemen: intervento militare che lo stesso Khashoggi, stigmatizzò in più occasioni. E pure il calcio, in queste ore, è terreno di scontro. Cresce, infatti, la polemica sulla decisione della Federazione italiana di giocare la Supercoppa, fra Juventus e Milan, il prossimo 16 gennaio, a Gedda. L'impianto è diviso in settori; indicati come “singles”, riservati agli uomini, e “families”, per uomini e donne, che in Arabia Saudita possono assistere alle partite solo dall'inizio del 2018. Indignazione bipartisan, nel mondo della politica italiana. Il Presidente della Lega di Serie A si è difeso affermando come il calcio non possa “avere logiche, soprattutto nelle relazioni internazionali, diverse da quelle del Paese a cui appartiene”. Facendo dunque riferimento ai forti legami commerciali con Riad. “Voglio precisare – ha aggiunto - che le donne potranno entrare da sole alla partita senza nessun accompagnatore uomo, come scritto erroneamente da chi vuole strumentalizzare il tema”.