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Guerra: Mosca denuncia attacchi ucraini in territorio russo, possibile rappresaglia. Kiev smentisce

Attesa carica di tensioni nel Donbass. Grave smacco per la Russia nel Mar Nero

14 apr 2022

Operazioni dietro le linee nemiche, scambi di artiglieria; ma la battaglia decisiva – lo scontro in campo aperto tra ingenti forze meccanizzate - deve ancora cominciare in Donbass: dove tutto potrebbe decidersi, anche in ottica negoziale. Nel frattempo il Cremlino punta alla definitiva conquista di Mariupol, o di ciò che ne resta. L'obiettivo, ora, è la sacca di resistenza nella grande acciaieria Azovstal. Il morale delle truppe ucraine, tuttavia, resta alto; anche in ragione del grave smacco subito dalla Russia nelle acque di Odessa. Fuori combattimento, ed evacuato dall'equipaggio, l'incrociatore Moskva. L'ammiraglia della flotta del Mar Nero sarebbe stata colpita ieri da un missile delle forze di Kiev; che sostengono come la nave stia affondando. Secondo il Ministero della Difesa russo, invece, sarebbero in corso operazioni per trainarla in porto; quanto alle cause si è parlato di un incendio a bordo, che avrebbe provocato l'esplosione di munizioni. Versione non esclusa dallo stesso Pentagono. Ma l'episodio sembra comunque testimoniare una forte vulnerabilità della macchina bellica del Cremlino. O

ggi un'ulteriore dimostrazione. Elicotteri ucraini sarebbero penetrati in territorio russo bersagliando edifici residenziali nella Regione di Bryansk, e provocando il ferimento di alcuni civili. Registrati anche bombardamenti contro villaggi dell'Oblast di Belgorod. La risposta di Mosca potrebbe essere devastante; mettendo nel mirino – come annunciato – i centri decisionali di Kiev. Tanto che le autorità ucraine hanno parlato di operazioni false-flag, organizzate dai servizi speciali russi. Sempre più difficile, insomma, distinguere la realtà dalla propaganda. In queste ore è tornato a parlare Lavrov; l'Occidente, a suo avviso, avrebbe dichiarato una “guerra ibrida totale” contro la Russia, che include anche lo spazio dell'informazione. Evidente il nervosismo, a Mosca. Specie dopo il deciso passo verso la NATO di Svezia e Finlandia. E poi il fronte economico. Secondo Putin i tentativi di rinunciare alle fonti energetiche russe “influenzeranno inevitabilmente tutta l'economia globale”. Disposta allora la costruzione di nuovi oleodotti e gasdotti per reindirizzare l'export, dai Paesi occidentali, ai mercati “del sud e dell'est”.





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