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Israele: più di Trump sarà Gerusalemme a non permettere a Teheran di avere l’atomica

La corrispondenza settimanale di Massimo Caviglia

13 gen 2020
La corrispondenza settimanale di Massimo Caviglia
La corrispondenza settimanale di Massimo Caviglia

Il comandante iraniano, la cui unità militare ha colpito per errore l'aereo ucraino con un missile, oggi si è detto orgoglioso che i suoi uomini non gli abbiano chiesto il permesso di aprire il fuoco. Così, dopo le proteste dei mesi scorsi per il caro benzina, sono tornate a Teheran le mobilitazioni, questa volta degli studenti, contro le bugie di Stato per l’abbattimento dell’aereo. La polizia iraniana ha aperto il fuoco e represso nel sangue le manifestazioni dei giovani universitari, che le Guardie della Rivoluzione islamica ritengono un nemico da eliminare almeno quanto l’America e Israele. Ma in questo caso è più facile, e lo provano purtroppo le migliaia di studenti uccisi e feriti. Invece la risposta seguita all’eliminazione di Soleimani, avvertendo prima del lancio dei missili verso le basi americane, dimostra che - piuttosto di affrontare gli Stati Uniti in uno scontro diretto - l’Iran utilizzerà probabilmente i suoi alleati sciiti per una vendetta trasversale con atti di terrorismo. O forse non farà nulla, per mantenere le acque calme fino all’ottenimento dell’arma nucleare, unica possibilità di tenere in vita i suoi leader e il potere, come insegna la Corea del Nord, alla quale gli USA hanno chiesto di riaprire i colloqui per la moratoria. Ma prima ancora del Presidente americano Trump è Israele a non voler permettere a Teheran di costruire la bomba atomica, e a Gerusalemme si stanno già rispolverando i piani per la distruzione delle centrali iraniane. Dato che gli ayatollah hanno ripreso a pieno ritmo l’arricchimento dell’uranio e la produzione di plutonio, non ci sarà molto da attendere.

Massimo Caviglia