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Approda in Aula tra le critiche la riforma della PA

26 mag 2011
La riforma della pubblica amministrazione approda in Aula tra le critiche dell’opposizione che dice: la montagna ha partorito il topolino. I tre progetti di legge invece, dice il Segretario agli interni, rinnovano la macchina della pa e riducono i costi almeno del 10%. La Riforma si sviluppa su tre progetti: la revisione dei titoli di studio, la legge qualificata sui Dipartimenti della pubblica amministrazione e la riforma della struttura e del modello organizzativo. Tra gli obiettivi: separare la politica dalla gestione amministrativa e creare una cabina di regia di tutto il settore pubblico. Valeria Ciavatta stima un’economia del 10%, anche solo per il fatto che i direttori di dipartimenti diminuiscono da 10 a 7. La novità principale e quella più criticata dall’opposizione, è la figura del Direttore di dipartimento e della Direzione generale della funzione pubblica. Per il Segretario agli interni si tratta di una cabina di regia per migliorare e rendere autonoma l’amministrazione. In questa cabina di regia tre persone: il direttore della funzione pubblica, il direttore delle risorse umane e il direttore della pianificazione. Quando si propongono interventi di riforma , dice il Segretario agli interni, non si può pretendere di accontentare tutti. Valeria Ciavatta riconosce che pressioni e spinte a salvaguardare lo status quo sono forti ma si dice fiduciosa. Anche perché in un momento così delicato per la vita del Paese- conclude- una radicale riforma della struttura organizzativa dell’amministrazione non è più rinviabile. Molto critica l’opposizione che parla di riforma verticistica, fatta senza valutarne i costi e senza risolvere il problema del precariato. Durante lo sciopero generale, con le aziende in crisi, il governo presenta una riforma da primi anni 90, da vacche grasse. E Germano De Biagi invita i cittadini ad aderire alla richiesta di denaro in vista della prossima visita del Papa. Se va avanti così, dice, avremo bisogno anche noi di beneficenza. La minoranza ricorda il dissenso dei diplomatici di carriera e dei dirigenti. Il percorso proposto, accusa, non coinvolge i dipendenti, si limita ad istituire alti ruoli dirigenziali ed è monco di una parte fondamentale, quella economica.

Sonia Tura