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Giustizia: settimana bollente tra presa d'atto e giudice speciale

Lunedì i garanti detteranno la norma per le controversie fra giudici mentre giovedì. In Ufficio di Presidenza il nodo dei due giudici d'appello con la Reggenza chiamata a dirimere la questione.

di Monica Fabbri
26 ott 2019
Tribunale San Marino
Tribunale San Marino

La questione giustizia è come una bomba ad orologeria. Potrebbe esplodere giovedì prossimo, in un Ufficio di Presidenza voluto dalla Reggenza come ulteriore momento di confronto istituzionale sulla presa d'atto dei due giudici d'appello, tema bollente su cui si giocano equilibri politici e rapporti di alleanza. A spingere sull'inserimento del comma in Consiglio, il Dirigente del Tribunale Guzzetta. Le posizioni sono state più volte ribadite: l'opposizione rimanda a dopo le elezioni mentre l'ex maggioranza – con RF in prima fila – chiede di affrontare la questione subito. A complicare il tutto, dopo il rinvio dell'appello del Conto Mazzini, anche la contestazione dell'esito del concorso per 'illegittima assegnazione dei punteggi' del giurista Luca Barchiesi, arrivato terzo. In una lettera ai Capi di Stato avrebbe chiesto se sussistano le condizioni per la procedura di annullamento.
Sulle spalle della Reggenza l'enorme responsabilità di dirimere la questione in assenza degli organismi preposti, ad oggi in ordinaria amministrazione. Il 31, dunque, l'Ufficio di Presidenza si confronterà sull'inserimento nel Consiglio Straordinario, prima o dopo il Bilancio, della famosa presa d'atto. Alla Reggenza il compito di decidere con il peso, qualsiasi sia la scelta, dello spettro del sindacato.
Nel frattempo, Lunedì prossimo, scade il termine, previsto dall'ordinanza del Collegio Garante dello scorso 15 aprile, per l'emanazione da parte del legislatore, della legge per l'istituzione del cosiddetto giudice speciale, che abbia competenza nelle controversie giudiziarie tra magistrati del Tribunale. I Garanti – come precisato nell'ordinanza - detteranno quindi la norma mancante e i procedimenti riferiti ai giudici, che nel frattempo erano stati sospesi per sei mesi, riprenderanno il loro corso.