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Politica italiana alle prese con la gestione dei profughi e degli immigrati del Maghreb

1 apr 2011
100 tunisini rimpatriati ogni giorno. Questo l'obiettivo del governo, impegnato a fronteggiare l'emergenza sbarchi. Al termine di una riunione a Palazzo Chigi, il premier non ha fatto mistero della sua preoccupazione: Berlusconi ha paragonato i flussi migratori ad uno “tsunami umano”. Il rimpatrio resta dunque la soluzione principale, mentre le tendopoli - è stato assicurato - “saranno provvisorie”. Parole che non hanno tranquillizzato i governatori delle Regioni, che - per bocca del presidente Vasco Errani - hanno puntualizzato che l’accordo non è stato raggiunto e ribadito la differenza tra clandestini e rifugiati. L’esecutivo - dal canto suo - si è anche detto pronto a dare 100 milioni di euro alla Tunisia per bloccare i “viaggi della speranza”. Nel frattempo, però, proseguono le fughe di massa dal centro di Manduria attraverso un varco nella recinzione. Ma in queste ore – a tenere banco - è anche lo scontro istituzionale, determinato dal caos in Aula di questi giorni. “E’ chiaro che così non si può andare avanti - ha ammonito Napolitano, incontrando i capigruppo dei vari partiti - occorre abbassare al più presto la temperatura del confronto politico”. Confronto che potrebbe infiammarsi anche a seguito degli ultimi sviluppi del caso Ruby. Mercoledì prossimo il via al processo; e nelle carte dei Pm spuntano altre ragazze - una decina - che sarebbero state ospiti di Berlusconi ad Arcore durante i presunti festini a luci rosse.

Gianmarco Morosini

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