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Unioni Civili: Paolo Rondelli di Rete reagisce a considerazioni di Pasquale Valentini del Pdcs

Primo passaggio in aula della legge di iniziativa popolare per riportare le Poste nella Pubblica Amministrazione

di Luca Salvatori
2 giu 2020

Due i temi al centro della seduta di questa mattina del Consiglio Grande e Generale: le poste e le unioni civili.  I lavori sono cominciati con l'esame in prima lettura della legge di iniziativa popolare, del comitato “Pro-Poste”, che chiede il ritorno del settore postale in seno alla Pubblica Amministrazione, dopo la trasformazione in Spa a seguito di una legge del 2012 e della finanziaria 2013. Nella relazione introduttiva il Segretario di Stato Federico Pedini Amati ha riferito che le perdite dell'ente si sono protratte negli anni e quindi serve un rilancio del settore per aumentare gli utili.

Tra le ipotesi elencate l'implementazione di servizi come quelli legati all'e-commerce o la lettura dei contatori che potrebbe portare 300mila euro all'anno. Nel dibattito dell'aula i consiglieri di Rete hanno sostenuto il progetto presentato dal comitato civico formato da dipendenti di Poste, qualificandolo anche come un “grido d'aiuto”, mentre dalle altre forze politiche si sono registrati interventi con sfumature diverse. Tutti d'accordo, ad ogni modo, che occorre mettere mano al settore. Nella replica Pedini ha anche precisato il passivo: 564mila euro nel 2019 e 788mila nel previsionale 2020. “Al Cda – ha aggiunto - dobbiamo dare un orientamento chiaro, altrimenti rimaniamo in questo limbo amletico dove non si decide mai nulla”. “Sfatiamo il mito sul direttore di Poste – ha concluso -  guadagna né più né meno di un dirigente pubblico, anzi ci sono dirigenti pubblici che guadagnano di più”.

L'aula ha poi esaminato il Progetto di Legge, presentato da “Libera”, per apportare modifiche alla Legge del 2018 sulle Unioni Civili. “Si tratta di garantire l'effettività dei diritti e il pieno adempimento degli obblighi – ha precisato Guerrino Zanotti di Libera - lasciando inalterata la normativa in materia di adozioni”. Pieno sostegno da parte di Rete, con il Segretario agli Interni Elena Tonnini che ha anche riferito i numeri dall'entrata in vigore della legge: 42 unioni civili di cui 2/3 eterosessuali e 1/3 tra persone dello stesso sesso. Pasquale Valentini del Pdcs ha affermato che pari dignità, non significa non distinzione, portando a paragone il disabile in carrozzina che ha la stessa dignità del maratoneta. Paragone che non è piaciuto al consigliere di Rete Paolo Rondelli, tra i presentatori dell'iniziale legge di iniziativa popolare. Rondelli, con la voce rotta dall'emozione, ha ricordato che il differente orientamento sessuale è ancora un tabù per parte della società e solo la scorsa estate ha dovuto prestare assistenza ad un ragazzo sammarinese: era stato malmenato, a Rimini, finendo addirittura in coma, proprio per il suo orientamento sessuale.