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2023 anno più caldo mai registrato, Pierluigi Randi: “2024 può stabilire nuovo record"

Gli effetti del riscaldamento globale caratterizzeranno l'inverno: salvo eventi climatici estremi infatti risulterà meno freddo della media degli ultimi 30 anni con la neve che resterà prevalentemente confinata nelle zone montuose.

di Giacomo Barducci
14 gen 2024

Gli effetti del cambiamento climatico sono realtà e non sono previsti miglioramenti a breve. È l'analisi dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale: il 2023 è stato l'anno più caldo mai registrato e con grande probabilità verrà superato dal 2024. “Il mondo – afferma l'agenzia specializzata delle Nazioni Unite – è sempre più vicino al limite di 1,5 gradi fissato dall'Accordo di Parigi”.

"I modelli di clima - afferma Pierluigi Randi, meteorologo - ci dicono che il fatidico appuntamento con 1,5 gradi potrebbe arrivare tra il 2032 e il 2033. Chiaramente siccome abbiamo un trend che è più che esponenziale le possibilità che il 2024 possa battere il 2023 sono piuttosto alte. Tra l'altro è possibile che sulle altissime temperature 2023 abbia inciso l'evento di El Nino, un anomalo riscaldamento del pacifico equatoriale".

Sarà difficile, aggiunge Randi, contenere in maniera sufficiente le emissioni: "Il nostro destino è ormai segnato. Difficilmente si riuscirà ad agire contenendo le emissioni e a questo punto dovremmo puntare molto sulla mitigazione e l'adattamento, che però ha un limite".

E gli effetti del riscaldamento globale caratterizzeranno l'inverno: salvo eventi climatici estremi infatti risulterà meno freddo della media degli ultimi 30 anni con la neve che resterà prevalentemente confinata nelle zone montuose.

Nel servizio l'intervista a Pierluigi Randi (Meteorologo)





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