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Allarme Cdls: "rischio ad autunno di una pandemia di posti di lavoro"

In due mesi oltre 8000 cassintegrati. Lonfernini: “abbassamento delle aliquote necessario per esigenze di bilancio e tenuta del fondo".

di Monica Fabbri
21 mag 2020
Allarme Cdls: "rischio ad autunno di una pandemia di posti di lavoro"
Allarme Cdls: "rischio ad autunno di una pandemia di posti di lavoro"

Ad autunno San Marino corre il rischio di una nuova pandemia, ma di posti di lavoro. Il Segretario della Cdls Luca Montanari lancia l'allarme, anche sulla base dei circa 40 milioni di cassaintegrati in Europa. Gli ammortizzatori d'emergenza hanno mitigato l'impatto della crisi ma si teme che non eviteranno un rialzo della disoccupazione. Il sindacato trema: “il Titano rischia di dover far fronte ad un'emergenza di qualche migliaia di licenziamenti”.

Come affrontare nuovi costi sociali e arginare l'ondata di nuovi disoccupati? Cdls boccia ricette di austerity e dice no a tagli di retribuzioni e pensioni. “Insopportabili – spiega – se non inseriti in uno sforzo collettivo. “Il paese riparte – afferma - se c'è la risposta corale di tutti i soggetti economici”. Forte no anche a prelievi forzosi sui conti correnti.

Torna poi l'annoso tema della lotta all'evasione fiscale, con la Cdls che ricorda gli ultimi dati disponibili: nelle dichiarazioni dei redditi del 2018, l'80% delle imprese individuali dichiaravano meno di 30.000 euro l'anno mentre il 50% delle società affermavano di essere in perdita.

Ai sindacati che chiedono dati ufficiali su cassa integrazione e relativi costi risponde il Segretario al Lavoro: “quei dati li abbiamo e li stiamo raccogliendo tutti”. Un monitoraggio costante iniziato già prima che esplodesse il Covid. “Prima della pandemia – afferma Teodoro Lonfernini – qualcuno definiva la riduzione dei posti di lavoro fisiologicamente attestata, parola che già mi faceva impressione”.

Attenzione che è poi cresciuta dall'8 marzo in poi: da quella data fino al 4 maggio in oltre 8000 sono ricorsi alla CIG. Numero che le riaperture stanno riducendo ma non in tutti i settori, come quello legato ai servizi e al comparto turistico commerciale. “L'abbassamento delle aliquote – spiega Lonfernini - si è reso necessario per esigenze di bilancio e tenuta del fondo stesso.

Questo non significa – chiarisce - che con la ripresa economica non si possa tornare in maniera equilibrata a determinati privilegi”. Sull'ondata di possibili disoccupati lo stesso Lonfernini condivide le preoccupazioni del sindacato. I dati settimanali sulla mobilità fanno temere per i prossimi mesi, con il Segretario che ribadisce la volontà di mantenere in equilibrio il rapporto fra lavoratori sammarinesi e frontalieri, “per tutelare – dice – la nostra comunità”.