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L'accoglimento della richiesta di ricusazione del commissario della Legge Morsiani presentata dalla Lazzari avrà conseguenze su procedimenti in corso

La vicinanza tra Morsiani e l'ex magistrato dirigente provata da atteggiamento di "illegittima benevolenza"

di Sara Bucci
18 apr 2019
L'accoglimento della richiesta di ricusazione del commissario della Legge Morsiani presentata dalla Lazzari avrà conseguenze su procedimenti in corso
L'accoglimento della richiesta di ricusazione del commissario della Legge Morsiani presentata dalla Lazzari avrà conseguenze su procedimenti in corso

E' densa di sfaccettature e di risvolti la sentenza con la quale il giudice per i rimedi straordinari Vitaliano Esposito accoglie la ricusazione contro il Commissario della Legge Simon Luca Morsiani, presentata da Stefania Lazzari nell'ambito del procedimento seguito alla denuncia della commercialista per un 'gossip' riportato in commissione Giustizia dall'ex magistrato dirigente, Valeria Pierfelici.

Ed avrà una serie di conseguenze: innanzitutto sull'andamento di procedimenti in corso. Alla base dell'accoglimento infatti la vicinanza tra i due -Pierfelici e Morsiani- , vicinanza provata dall’'atteggiamento definito di 'illegittima benevolenza' dell'ex magistrato dirigente nei confronti degli arretrati dell'inquirente, il dott. Morsiani appunto. Secondo l'articolo 10 della legge 145 Morsiani avrebbe a questo punto l'obbligo di astenersi da ogni procedimento in cui l'ex magistrato dirigente è coinvolta: denunciante, denunciata o comunque parte processuale.

Tra questi, per citarne alcuni e partendo dai più recenti, quello del Direttore di RTV per diffamazione e libello famoso (cioè a mezzo stampa) per le dichiarazioni dell'ex magistrato dirigente in commissione giustizia del 22 novembre 2017, la stessa del famoso gossip; quello a carico del commissario della Legge Alberto Buriani, denunciato da Valeria Pierfelici per via di una considerazione da lui pronunciata nell'ambito del consiglio giudiziario plenario del 19 dicembre 2017, sui cui Morsiani ha già emesso decreto penale di condanna; quello del professor Guido Guidi, giudice a San Marino fino al settembre 2017, che denunciò l'ex magistrato dirigente per le dichiarazioni di quest'ultima durante l'audizione in Commissione Affari Giustizia,il 30 ottobre del 2017.

Ci si chiede poi come si muoveranno gli organi disciplinari, sia per chi -Morsiani- ha lasciato cadere in prescrizione una mole considerevole di fascicoli, sia verso chi -Pierfelici- avrebbe dovuto segnalarlo ma non lo ha fatto. Ma non è quella dei rimedi straordinari la sede per determinati accertamenti, chiarisce il Giudice Esposito, tra le righe di una sentenza da cui trapela lo sdegno per la gravità di una “chiacchiera” in una sede istituzionale così importante.