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Trenino turistico: commercianti del centro storico ancora sul piede di guerra

12 set 2013
Trenino turistico: commercianti del centro storico ancora sul piede di guerraTrenino turistico: commercianti del centro storico ancora sul piede di guerra
Trenino turistico: commercianti del centro storico ancora sul piede di guerra - Nel mirino la società privata che gestisce il servizio, accusata – dicono – di spostare i flussi tur...
Con un comunicato congiunto, i titolari di negozi sullo Stradone, Piazzale Calcigni, Via Federico d'Urbino e Via del Voltone, quelli cioè “tagliati fuori - sottolineano - dal percorso “furbo” del treno su ruote”, puntano il dito in particolare sulla decisione di bloccare per la mancanza di autorizzazioni i lavori per la predisposizione della fermata del mezzo turistico vicino alla Porta del Paese. Lavori tra l'altro iniziati lunedì con gravissimo ritardo nonostante le ripetute sollecitazioni dei negozianti e a stagione ormai finita. Dopo il danno, quindi, anche la beffa!
Si rammaricano soprattutto di non essere considerati a dovere, attività ventennali presenti prima del treno e che vorrebbero esserci anche dopo. “Ci era stato detto che i percorsi erano modificabili – fanno notare - ma ciò non è avvenuto. Anzi – accusano – i flussi turistici vengono deviati a favore di qualcuno e a discapito di altri. Ce l'hanno soprattutto con la società privata che gestisce il servizio del trenino ed è titolare anche dei pullman di linea che si fermano in Piazzale Calcigni. “Gli autisti – ci raccontano i negozianti - con petulanza invitano i passeggeri giunti da Rimini ad acquistare un biglietto supplementare per il trenino non appena arrivati al capolinea. Le persone non fanno in tempo a scendere che vengono subito invitate a salire sul treno e dirottate, come vuole il percorso, da Città a Borgo Maggiore, con grave danno per le attività della zona”. Ora chiedono che venga ripristinato il diritto, così come le pari opportunità per tutti gli esercenti. “Non è ammissibile – concludono - che per favorire gli interessi di una sola società privata si penalizzino centinaia di commercianti e le loro famiglie”.

Silvia Pelliccioni