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Centro studi immigrazione: "Effetto decreti sicurezza, probabile aumento degli stranieri irregolari"

Con l'abolizione dei permessi umanitari si stima che entro il 2020 possano arrivare ad oltre 670.000

di Francesca Biliotti
10 nov 2019

Il centro studi e ricerche sull'immigrazione Idos ha presentato l'ultimo dossier sull'immigrazione e non esita a definire “annus horribilis” quello tra le estati 2018 e 2019. Sono stati eleborati i dati di Istat, Onu, Ministero dell'Interno, Unhcr, Ministeri dell'Economia, della Giustizia e del Lavoro, tra gli altri. L'effetto dei due decreti sicurezza, che hanno colpito sia gli immigrati già presenti in Italia, il primo, sia quelli diretti verso l'Italia, il secondo, non è mancato. Ebbene, si legge “è verosimile che a causa del primo decreto sicurezza siano sensibilmente aumentati gli stranieri irregolari”. Perché sono stati aboliti i permessi per protezione umanitaria, con l'istituzione di altri più labili, che ha reso più precaria la platea dei beneficiari. Così, dai 530.000 stranieri irregolari stimati a inizio 2018, si è calcolato che entro il 2020 possano arrivare a oltre 670.000. Ci hanno messo del loro anche le direttive di vari prefetti che, all'indomani dell'entrata in vigore del decreto, hanno espulso dai vari centri i titolari di protezione umanitaria e i richiedenti asilo, mettendoli letteralmente sulla strada e facendoli disperdere sul territorio. Il taglio dei fondi ha reso inoltre disoccupati migliaia di professionisti che lavoravano nei centri o tramite questi, come operatori, psicologi, educatori, formatori, consulenti. Privati di queste figure, migliaia di richiedenti asilo sono ancor più esposti ad un ozio forzato, e soprattutto alla criminalità organizzata, che in questi centri trova manodopera da sfruttare illegalmente. Per quanto riguarda il numero degli sbarchi, a seguito di onerosi accordi stretti con la Libia, già nel 2017 il numero dei migranti sbarcati in Italia era diminuito di oltre un terzo rispetto al 2016, scendendo a 119.319 casi, ma durante tutto il 2018 si è attestato ad appena 23.370, in un anno crollato dell'80%, per ridursi, nei primi 9 mesi del 2019, soli 7.710 casi, cifra inferiore di ben 5 volte ai 39.000 migranti nel frattempo giunti in Grecia e di circa 2,5 volte ai 19.000 approdati in Spagna. Il crollo degli arrivi è stato ottenuto fermando i migranti tramite Guardia costiera libica, che li ha riportati nei centri di detenzione, ma soprattutto con l'annegamento: oltre 25.000 i morti o i dispersi nel Mediterraneo accertati dal Duemila ad oggi. Sorprendente, infine, come i 20 casi mediatici delle navi umanitarie cui il precedente governo ha vietato l'attracco, tenendole bloccate in mare per una media di 10 giorni circa l'una, abbiano riguardato, nel complesso, una quota di migranti minoritaria a fronte delle migliaia che nel frattempo sono state lasciate approdare coi cosiddetti “barchini fantasma”.