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Decreto semplificazioni, approvato a Roma “salvo intese”

Tra le principali misure: la semplificazione dei procedimenti amministrativi, la digitalizzazione della pubblica amministrazione, la velocizzazione della burocrazia

7 lug 2020
Decreto semplificazioni, approvato a Roma “salvo intese”

Dopo un dibattito lungo più di quattro ore in Consiglio dei ministri è arrivato “salvo intese” il via libera al decreto semplificazioni. “Misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale” si legge in un comunicato del Governo. Quarantotto articoli in meno di 100 pagine per semplificare i procedimenti amministrativi, eliminare e velocizzare gli adempimenti burocratici, digitalizzare la pubblica amministrazione. Attenzione anche al sostegno dell'economia verde e all'attività di impresa dopo l'emergenza Covid.

Tra le 40 e le 50 opere per accelerare gli investimenti e le infrastrutture e introdurre misure a sostegno dell'amministrazione digitale. La discussione sulle opere da sbloccare però sembra destinata a tenere ancora banco, anche perché l’elenco non è nel testo del decreto e ci sarà tempo fino a fine anno per nominare i commissari.

Per incentivare gli investimenti nel settore delle infrastrutture e dei servizi, si introduce in via transitoria, fino al 31 luglio 2021, una nuova disciplina degli affidamenti di lavori, servizi e forniture. Le nuove norme prevedono: l'affidamento diretto per prestazioni di importo inferiore a 150mila euro; una procedura negoziata, senza bando, previa consultazione di un numero di operatori variabile sulla base dell'importo complessivo, per tutte le prestazioni di importo pari o superiore a 150mila euro e inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria.

Nonostante le settimane di trattative, permangono però divergenze. Tra i nodi che hanno rallentato i lavori del governo: le modifiche dell'abuso di ufficio, le nuove regole sull'affidamento degli appalti e l'estensione del cosiddetto “modello Genova” ai maxi cantieri. In particolare, Italia Viva ha espresso il suo dissenso. "Ciò che esce dal cdm – ha scritto stamattina il leader Matteo Renzi in un post Facebook - non è interamente il 'PianoShock' come noi l'avevamo designato ma è un passo in avanti importante nella direzione indicata da Italia Viva. Adesso apriamo i cantieri e chiudiamo le polemiche. L'Italia ha bisogno di lavoro, non di assistenzialismo".