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Governo italiano verso un nuovo dpcm. Mascherine anche all'aperto, niente chiusure anticipate

6 ott 2020
Palazzo Chigi
Palazzo Chigi

Il governo italiano potrebbe indire per questa sera il Consiglio dei ministri chiamato a dare il via libera alla proroga dello stato di emergenza, al momento in scadenza il 15 ottobre. La riunione potrebbe anche slittare a mercoledì sera ma, secondo l'ipotesi prevalente in queste ore, lo schema sarebbe quello di convocare il Cdm per domani sera e a seguire passare alla firma del nuovo Dpcm per nuove misure restrittive anti-Covid.

Fonti di Palazzo Chigi sottolineano all'Ansa che "non c'è nessuna intenzione da parte del governo di chiudere ristoranti, bar e locali come si legge su alcune testate, né di anticiparne l'orario di chiusura introducendo di fatto un coprifuoco".
La conferma di tutte le misure anti contagio finora previste, con l'introduzione dell'obbligo delle mascherine all'aperto. E, per ora, nessuna nuova stretta alle attività produttive. È in sostanza quanto prevederà il nuovo dpcm sul Covid, secondo quanto avrebbero riferito i ministri Roberto Speranza e Francesco Boccia alle Regioni, i Comuni, le Province. I ministri hanno ribadito un percorso di massima condivisione in ogni passaggio: ci si tornerebbe a confrontare se in futuro si rendesse necessaria una stretta agli orari di apertura dei negozi o ad altre attività, ma il nuovo dpcm, hanno spiegato i ministri, non prevederà nessuna limitazione in tal senso.

Il nuovo dpcm con le misure anti Covid dovrebbe avere una durata di trenta giorni. È quanto avrebbe detto, a quanto si apprende, il ministro della Salute Roberto Speranza nell'incontro con il ministro Francesco Boccia con gli enti locali. Il dpcm, ha sottolineato Speranza, arriverà solo dopo il confronto con le Camere in programma domani e un nuovo passaggio con i rappresentanti di Regioni, Comuni e Province. Per quanto riguarda lo stato di emergenza l'orientamento resta quello di prorogarlo al 31 gennaio. Poi si procederà, come nella prima fase dell'epidemia, con l'aggiornamento periodico dei dpcm.

In caso di un pericoloso aggravamento dei contagi da Covid 19 il Governo potrebbe optare per delle "chiusure selettive", si legge nella bozza della NaDef che approderà in cdm. "Nello scenario di rischio, a differenza di quanto ipotizzato nello scenario tendenziale, la ripresa dei contagi osservata a partire da agosto si aggraverebbe sensibilmente nei mesi finali del 2020, portando anche al raggiungimento di livelli di guardia in termini di ricoveri ospedalieri. Ciò - si legge nel paragrafo dedicato al cosiddetto 'scenario avverso' - indurrebbe il Governo a reintrodurre chiusure selettive di alcuni settori e misure di distanziamento sociale".

"Escludiamo" nuovi lockdown, "ma per escluderli dobbiamo evitare i contagi. Proprio perché l'obiettivo è non dover tornare a nuovi lockdown, dobbiamo mettere un surplus di attenzione e rigore nel contenimento del virus", ha detto il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri a RaiNews24.

"La scuola non ha avuto un impatto su aumento contagi se non residuale: nelle prime due settimane il personale docente contagiato è lo 0,047 per cento del totale, gli studenti lo 0,021 per cento, personale Ata 0,059%. I contagi nelle scuole sono casi sporadici e sono stati contratti per lo più fuori dalle scuole. È convinzione di tutti che serve molta più prudenza nella fasi che riguardano il pre e il post scuola". Così la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina. "Restiamo molto prudenti ma al momento i dati sono positivi e questo ovviamente è confortante per tutti", ha detto ancora al termine di una riunione con l'Istituto Superiore di Sanità e il Comitato Tecnico Scientifico, in cui è stato tracciato un primo bilancio sulla riapertura delle scuole.

La ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, rispondendo a una domanda sui trasporti nel prossimo Dpcm ha detto che "valuteremo se ci saranno delle modifiche da fare anche alla luce delle evidenze di questi giorni, soprattutto sul trasporto pubblico locale". E alla domanda se potrà cambiare la capienza degli autobus risponde "no", a margine di un convegno nella sede della Cgil.