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Accordo Israele – Emirati Arabi uniti, Autorità palestinese richiama ambasciatore ad Abu Dhabi

L'Iran condanna l'intesa: "Stupidità strategica"

14 ago 2020
Accordo Israele – Emirati Arabi uniti, Autorità palestinese richiama ambasciatore ad Abu Dhabi

L'Autorità nazionale palestinese, “su richiesta del presidente Abu Mazen”, ha richiamato il suo ambasciatore ad Abu Dhabi in segno di protesta con l'accordo tra gli Emirati arabi uniti ed Israele. Accordo che Trump, con un tweet, ha definito 'storico' e che, come prima conseguenza, ferma i progetti israeliani di annessione di parti della Cisgiordania. "Enorme svolta oggi! Storico accordo di pace - ha scritto il capo della Casa Bianca - tra due nostri grandi amici, Israele e Emirati Arabi". E "momento storico per un accordo di pace pieno e formale" è la frase con cui Netanyahu esulta raccontando in tv agli israeliani l'intesa.

L'Autorità nazionale palestinese del presidente Abu Mazen respinge "con forza" l'intesa e chiede "una immediata" riunione di emergenza della Lega Araba e dell'Organizzazione per la Cooperazione Islamica. "Questo passo - sostiene Abu Mazen - mina l'iniziativa per la pace araba, le decisioni dei vertici arabi e islamici, la legittimità internazionale e l'aggressione contro il popolo palestinese".

L'accordo potrebbe essere firmato nelle prossime settimane proprio alla Casa Bianca che in passato fu scelta da Jimmy Carter e da Bill Clinton per la firma dei trattati di pace tra Israele, Egitto e Giordania. Richiamo che Netanyahu ha subito rivendicato affermando il suo "privilegio di firmare il terzo accordo di pace con un paese arabo". Ora è la volta degli Emirati ed anche se per ora si tratta di "una road map" diplomatica, come sostenuto dal principe ereditario Mohammed Bin Zayad, avrebbe in ogni caso un alto valore simbolico.

L'obiettivo dichiarato nel testo dell'accordo è quello di "allargare i legami con altri Paesi nel mondo arabo e musulmano". "Usa, Israele ed Emirati sono fiduciosi – si legge nel documento - che altre svolte diplomatiche con altre nazioni siano possibili e lavoreranno insieme per raggiungere questo risultato". Infine, Israele ed Emirati "si uniranno agli Usa nel lancio di un'Agenda strategica per il Medio Oriente per allargare la cooperazione diplomatica, commerciale e di sicurezza". Nel documento si parla soprattutto di economia. Non caso Netanyahu ha sottolineato nel suo intervento che Israele ed Emirati Arabi sono i due paesi più "innovativi" della regione e che entrambi "hanno trasformato il deserto". Grazie all'intesa le due nazioni nelle prossime settimane firmeranno "accordi bilaterali su investimenti, turismo, voli diretti, sicurezza, tecnologia, energia, assistenza sanitaria, cultura, ambiente" e soprattutto - come evidenziato dal premier israeliano - "ambasciate reciproche".

Intanto l'Iran condanna l'accordo. È stato un atto di "stupidità strategica da parte di Abu Dhabi e Tel Aviv che senza dubbio rafforzerà l'asse della resistenza nella regione", ha affermato il ministero degli esteri di Teheran in una nota. "La popolazione oppressa della Palestina e tutte le nazioni libere del mondo non perdoneranno mai la normalizzazione delle relazioni con il criminale regime di occupazione israeliano e la complicità con i suoi crimini", si aggiunge.