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Emirati Arabi: un test laser rapido contro la diffusione del Covid-19

La corrispondenza di Elisabetta Norzi

24 mag 2020
Dubai
Dubai

Oltre alla corsa per trovare un vaccino e farmaci in grado di curare il Covid-19, in tutto il mondo si sta lavorando su metodi rapidi ed efficaci per testare le persone, soprattutto nei luoghi pubblici. E una nuova tecnologia potrebbe arrivare proprio dagli Emirati Arabi che hanno messo a punto un test laser rapido in grado di identificare i portatori del virus, potenzialmente anche prima che diventino contagiosi.

Secondo la società che lo sta sviluppando, il QuantLase Imaging Lab, braccio per la ricerca medica dell'International Holdings Company di Abu Dhabi, sostenuta dal Governo emiratino, sarà sul mercato in pochi mesi e potrebbe sostituire l'attuale tampone o gli esami del sangue per i quali occorre tempo prima di conoscere i risultati.
L'apparecchio, ha spiegato il dott. Pramod Kumar, alla guida del team di ricercatori del laboratorio, è in grado di rilevare immediatamente il cambiamento nella struttura cellulare di una piccola quantità di sangue infetto, raccolta su di un vetrino con una puntura sul dito della mano, utilizzando la tecnica laser e biosensori. Grazie all'Intelligenza Artificiale, quindi, un modello avanzato di analisi elabora le diverse immagini dei vetrini catturate da una telecamera, in tempo reale. Secondo quanto dichiarato dal laboratorio, la sperimentazione è già stata portata avanti su larga scala, 6000 campioni di sangue, e ha dimostrato una accuratezza delle diagnosi tra l'85 e il 90%, con il 4% di falsi positivi. L'attrezzatura di prova, che se prodotta in grandi quantità abbasserebbe il costo di ogni test a meno 20 euro, è ora in attesa dell'approvazione delle autorità governative.

Intanto il Ministero della Salute ha lanciato la campagna per incoraggiare i cittadini a scaricare l'App di tracciamento scelta dal Governo che, al momento, ha due utilizzi: accedere rapidamente ai risultati dei tamponi e risalire ai contatti di chi risulta positivo. Nelle prossime settimane dovrà includere anche il monitoraggio remoto di chi si trova in quarantena e una volta sviluppata nella sua versione integrale, potrebbe essere indispensabile per permettere ai cittadini l’accesso ai luoghi pubblici, funzionando come una specie di passaporto sanitario.

Seppur i contagi siano ancora in aumento, negli Emirati Arabi la mortalità continua a rimanere molto bassa, inferiore all'1%, probabilmente grazie all'età media della popolazione che a Dubai è di appena 33,5 anni, e le guarigioni, nelle ultime due settimane, superano ogni giorno i nuovi contagi.

Elisabetta Norzi