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La cattiva gestione di guanti e mascherine 'usa e getta' sta danneggiando gli ecosistemi marini

I rifiuti dell’emergenza Covid-19 soffocano i mari

10 giu 2020
Foto: Opération Mer Propre (OMP)
Foto: Opération Mer Propre (OMP)

Occorre un'alternativa ai dispositivi di sicurezza non biodegradabili. Dopo almeno un decennio di lotta alla plastica monouso, che aveva sortito anche effetti positivi ed un'aumentata coscienza tra la gente, l'emergenza Covid ha costretto ad incrementare a dismisura l'utilizzo di materiali non differenziabili come mascherine e guanti.

Settimane fa l'Ong francese Opération Mer Propre, come riporta anche sito rinnovabili.it, aveva lanciato l’allarme su questa nuova minaccia per gli ecosistemi marini dopo aver scoperto moltissime mascherine usa e getta e guanti in lattice nei fondali del Mediterraneo. “Sarà l’inquinamento del futuro se non viene fatto nulla”, avverte Joffrey Peltier di OMP. “Presto correremo il rischio di trovare più maschere che meduse nel Mediterraneo”, ha aggiunto Laurent Lombard della stessa organizzazione. Preoccupazioni condivise anche da OceansAsia, organizzazione con base a Hong Kong: “Su una spiaggia lunga circa 100 metri (e isolata) – spiegano -, ne abbiamo trovate oltre 70”.

I guanti, come sottolineato, forse tardivamente anche dall'Oms, non sono così utili per combattere il contagio da coronavirus. Molto meglio avere una particolare attenzione alla pulizia delle mani, magari utilizzando gel idroalcolici. Anche per le mascherine, è possibile scegliere quelle riutilizzabili e lavabili. Un'alternativa che potrebbe avere un grosso impatto positivo sull'ambiente.