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Allargamento coalizione Governo: la discussione

3 ott 2003
Allargamento coalizione Governo: la discussione
Che il Governo attuale necessiti di un rafforzamento rappresentato dalla partecipazione di altre forze politiche alla coalizione appare ormai come un elemento assodato. Lo dichiara il Partito Socialista, lo sostiene la Democrazia Cristiana. Da stabilire c’è la composizione della nuova aggregazione che si assumerà l’onere di guidare il paese. Nelle due forze alleate non mancano i fautori dell’intesa a tre, così come molti sono coloro che vedrebbero di buon grado invece un esecutivo a 4, con il coinvolgimento cioè di Pss, Dc, Pdd e Alleanza Popolare. Il Capogruppo democristiano, Claudio Podeschi, ricorda la bocciatura dell’intesa a 4 da parte del parlamentino democristiano mentre il presidente socialista, Antonio Volpinari, si spinge oltre definendo l’unica strada possibile un esecutivo a tre con Alleanza Popolare e tenendo fuori il partito dei democratici. Ma Ap non ci sta. Il coordinatore, Roberto Giorgetti la definisce una telenovela senza fine. Eppure – aggiunge – noi siamo stati sempre chiari: l’unica soluzione è quella delle elezioni anticipate, magari con la ricerca di un accordo, prima della consultazione, per cambiare le regole, dare nuovi impulsi alla stabilità e affrontare la questione del voto estero. Se questo non risultasse percorribile allora potremmo prendere in considerazione altre ipotesi, che però – chiarisce Giorgetti – non devono essere né l’allargamento della maggioranza e neppure un governo a tre. Questa maggioranza – aggiunge – è finita e noi non intendiamo portare acqua ad un governo di fatto fallimentare. Se DC e PSS prenderanno atto della fine di questo governo, potremmo prendere in considerazione altre ipotesi che dovranno però essere rigorosamente temporanee e portare assolutamente verso le elezioni. Un governo transitorio - conclude Giorgetti - che dopo aver affrontato le emergenze che abbiamo di fronte si presenti al giudizio dei cittadini. “Ci fa piacere rilevare che il presidente Volpinari riconosca uno stato di crisi del governo e dunque un emergenza, dichiara il Segretario del Partito dei Democratici, Giuseppe Morganti. Partiamo dalla stessa analisi. Noi proponiamo un governo straordinario che lui stesso ha messo nel novero delle soluzioni possibili. Quello che ci pare strano, però, è che Volpinari dimostri di non riconoscerci come un soggetto politico capace di portare il proprio contributo alla soluzione della crisi, nonostante abbiamo costruito insieme un percorso sul quale registriamo invece una forte sintonia”.