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Amarezza della maggioranza per voto su Corte dei Conti

27 feb 2004
Amarezza della maggioranza per voto su Corte dei Conti
Le forze di maggioranza esprimono grande amarezza per quanto accaduto in Consiglio mercoledì sera: 18 consiglieri hanno votato contro la legge popolare sulla Corte dei Conti, dopo aver dichiarato pubblicamente il proprio parere favorevole.
“Questo non ci fermerà – afferma Giuseppe Morganti segretario del PdD – dobbiamo proseguire l’azione del Governo Straordinario che si snoda su tre punti focali: le riforme istituzionali, che andranno avanti, i rapporti internazionali, rinvigoriti dall’Accordo di cooperazione economica, ed il primo intervento sullo Stato sociale con l’istituzione dell’Authority in campo sanitario, nei termini che ci eravamo prefissati. La maggioranza – ha continuato Morganti – non è chiusa ad alcun tipo di contributo, data la straordinarietà del momento”.
“C’è una larga maggioranza che sta lavorando per cambiare le cose – ha affermato il capogruppo socialista Fiorenzo Stolfi – con progetti e idee, e dall’altra parte nulla di tutto questo. L’esempio lampante si è avuto in questi giorni, col comma comunicazioni che ha portato via un giorno e mezzo di Consiglio ed una legge importante come quella sulla lotta al terrorismo che invece ha registrato solo 4 interventi. Si polemizza su questioni formali, ma quando c’è la sostanza vige il vuoto assoluto, nessuna progettualità dalla minoranza”. Per il presidente democristiano Cesare Gasperoni sul caso dei lotti di Valdragone la maggioranza non ha alcuna paura, ma attende elementi certi dalla magistratura prima di procedere con la Commissione d’inchiesta, mentre per il capogruppo Claudio Podeschi ha anticipato l’ordine del giorno della maggioranza col quale si intende trasferire il dibattito sulla riforma della legge elettorale alle sedi di confronto, organismi che, anche secondo il capogruppo dei Democratici Roberto Bucci, si sono rivelati utilissimi per approfondire e sviscerare argomenti fondamentali. Per il segretario socialista Mauro Chiaruzzi infine, “il rischio che sta correndo l’opposizione è quella di allinearsi agli urlatori, che si rifanno ad un modo vecchio di intendere la politica. Non a caso – ha concluso – la richiesta di voto segreto, mercoledì sera in Consiglio, è arrivata da qualcuno che la politica la conosce molto bene”.