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Ancora polemiche tra PSD e Zona Franca

16 apr 2005
Ancora polemiche tra PSD e Zona Franca
E’ una patata bollente che rischia di diventare ancora più rovente, quella di Zona Franca. Le dure posizioni di ieri hanno ribadito che fra la corrente interna degli ex democratici e la dirigenza del nuovo partito della sinistra restano vive contrapposizioni e visioni divergenti sulla linea politica e le scelte da adottare. Da un lato c’è Zona Franca che chiede di scaricare la DC e critica Morganti e Chiaruzzi, dall’altro il PSD, che attraverso i suoi massimi esponenti, appunto Presidente e Segretario, prende invece le distanze e ribadisce la volontà di proseguire nell’impegno assunto con la Democrazia Cristiana su un preciso percorso politico. Affermazioni che la DC ha apprezzato.
Il clima in casa dei socialisti e democratici non è da resa dei conti, ma un chiarimento appare quanto mai necessario. Da capire, cioè, se si tratti di una turbolenza passeggera, uno strappo che possa in qualche modo essere ricucito o se invece le distanze siano così marcate da risultare incolmabili. E allora, in questo caso, le scelte potrebbero essere anche drastiche. Una questione, che potrebbe diventare la prima di cui si occuperà l’osservatorio del patto politico, il nuovo organismo creato in occasione del Congresso di unificazione, incaricato proprio di valutare la rispondenza del comportamento dei singoli componenti ai deliberati congressuali. Questa sera Morganti e Chiaruzzi dovrebbero incontrare la corrente di Zona Franca, non si sa se in via ufficiale o ufficiosa. Secondo indiscrezioni il Presidente sembrerebbe intenzionato a chiedere lo scioglimento della corrente: dalle risposte di Francesca Michelotti e Compagni potrebbero dipendere i rapporti futuri.
Lunedì sera, intanto, la segreteria del PSD tornerà a riunirsi: fra i temi all’ordine del giorno è facile presumere ci sarà anche la valutazione politica delle tensioni con Zona Franca.